Libri di Giuseppe Antonio Borgese
Romanzi e racconti
Giuseppe Antonio Borgese
Libro: Libro rilegato
editore: La nave di Teseo +
anno edizione: 2023
pagine: 1008
A fianco della sua estesa carriera di critico, saggista, poeta e drammaturgo, l’opera narrativa di Giuseppe Antonio Borgese si concentra in poco più di un decennio folgorante, dal 1921 al 1933, ma realizza esiti così sorprendenti da segnare in modo indelebile la storia letteraria del Novecento. Artefice della rinascita del romanzo – contro le prose eleganti dei circoli contemporanei, raccolti attorno alle riviste “La Voce” e “La Ronda” – Borgese narratore guarda al magistero di Verga e Tozzi ma dialoga già con Pirandello e D’Annunzio: nel suo romanzo d’esordio, Rubè, sovverte la figura dell’eroe in una vicenda che aiuta a comprendere, anche a distanza di anni, l’eterno fascismo italiano di cui parla Carlo Levi. I suoi personaggi preludono agli inetti e agli indifferenti che prenderanno forma, di lì a pochi anni, nelle pagine di Svevo, Moravia, Brancati e Piovene, e raccontano con precisione l’Italia tra le due guerre, sotto il giogo del ventennio che si afferma. Nei suoi racconti e novelle, Borgese prosegue l’implacabile ritratto di una nazione: sono “storie affollate da uomini e donne che appartengono alla borghesia, gelosi delle loro manie, prigionieri delle loro vite grigie tediose, desiderose di un lampo risolutorio, di una svolta decisiva... a un tratto però accade qualcosa, in queste esistenze si apre improvvisamente un varco: potrebbe cambiare tutto ma poi ogni cosa ritorna al suo posto”. Per la prima volta raccolti in un unico volume, i romanzi e i racconti di Giuseppe Antonio Borgese sono la mappa letteraria per esplorare una delle figure più poliedriche del Novecento italiano, un intellettuale non allineato e una voce libera che continua a parlare al nostro tempo.
Rubè
Giuseppe Antonio Borgese
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2023
pagine: 576
Filippo Rubè non fa che passare da una crisi all’altra: arrivato a Roma per diventare avvocato e intraprendere la carriera politica, viene travolto e stravolto dalle vicende della Storia, privata e collettiva, vede nella guerra un’espansione di sé, resta bloccato in un matrimonio senza amore, e in un mondo lavorativo borghese che non accetta. Attorno a lui, intanto, soffiano i venti turbolenti d’inizio secolo: l’interventismo e la Grande Guerra, i tormentati anni post bellici, la nascita del fascismo, e poi gli echi della rivoluzione bolscevica. Rubè è un uomo mancato, invischiato nel mondo, affetto da “inettitudine alla felicità”, ritratto di una nazione allo sbando. Più apprezzato all’estero che in patria per la lucidità con cui seppe ritrarre il profilo culturale – oltre che politico – dell’Italia del suo tempo, Borgese coglie appieno l’impreparazione del Paese a confrontarsi con una vita in balia delle contraddizioni come quella di Filippo Rubè. Un personaggio che ancora oggi, a cent’anni dalla sua nascita, sa parlarci e raccontarci con il respiro della contemporaneità, senza smettere di vestire i panni di antieroe del Novecento. Prefazione di Elvira Seminara.
Golia. Marcia del fascismo
Giuseppe Antonio Borgese
Libro: Libro in brossura
editore: La nave di Teseo +
anno edizione: 2022
pagine: 672
“Sono gli italiani che in virtù della loro grandezza collettiva, acquistata attraverso i travagli e gli errori secolari, con i voli della fantasia, frutto di sette secoli di sogni, hanno creato questo incubo”. L’incubo cui si riferisce Giuseppe Antonio Borgese in Golia è il fascismo di Benito Mussolini, un gigante la cui violenza l’autore ha provato in prima persona, costretto dall’affermazione del regime a un lungo e sofferto esilio oltreoceano. Se nell’antica Roma la tirannia continuò anche dopo l’assassinio di Cesare, questo avvenne perché “la tirannia non risiedeva in Cesare, ma nel cuore dei Romani”. Seguendo questa intuizione, rileggendo le pagine di Dante e Machiavelli, studiando l’Italia medievale e il Risorgimento, questo saggio di Borgese, pubblicato nel 1937 negli Stati Uniti, resta a oggi attualissimo. Perché il fascismo è descritto come una peculiare “malattia italiana”, diffusa in un paese pericolosamente incerto nel distinguere tra desiderio e realtà, e per questo affascinato da una guida carismatica a cui affidarsi. Torna in libreria, in una nuova edizione curata dalla Fondazione “G.A. Borgese”, un testo necessario per capire il ventennio che ha segnato la storia del nostro Novecento, per comprendere i motivi dell’ascesa del fascismo e i pericoli che allora sono stati sottovalutati. La testimonianza di un autore e studioso, convinto antifascista, che si è opposto al regime quando ancora la fine di Golia era lontana, e che ha pagato per questa sua scelta di libertà. Introduzione di Francesco Merlo.

