Libri di Giulia Longo
Poesie scelte-Selected poems
Gordon Walmsley
Libro: Libro in brossura
editore: Algra
anno edizione: 2020
pagine: 180
«È possibile individuare in una certa poesia nord-americana di oggi tracce del grandioso “titanismo whitmaniano”, quella “eloquenza da predicatore itinerante” di cui scriveva Giorgio Manganelli a proposito del celebrato poeta statunitense. Una poesia a cui si sono rivolte generazioni di poeti, affascinati dalla torrenziale versificazione, dall’andamento linguistico innovativo, dal sentimento democratico, dalla illuminata sconfinata visionarietà, associata a un pregnante realismo, e forse dall’americanismo, con il conseguente dirompente profetico “sogno americano” e la relativa difesa dell’Occidente. Ci pare che anche Gordon Walmsley rientri in questa schiera, essendo la sua scrittura fluente, civile, interrogativa, e di conseguenza collocata in un sentito flusso di coscienza, strenuamente sensibile. Un poeta che costruisce il proprio discorso poetico attraversando non solo varie geografie, [...] ma pure molteplici temi e stati d’animo, quasi a voler tracciare le condizioni del mondo e dell’uomo». (Dalla Prefazione di Loretto Rafanelli)
Ogni cosa ha il suo tempo. Il «nodo dialettico» kierkegaardiano tra 'edificante' e 'ripresa'
Giulia Longo
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2017
pagine: 287
«’Nodo dialettico’ è espressione utilizzata di frequente da Soren Kierkegaard nel corso della sua frenetica attività di scrittore. La sentenza qoheletica d'apertura - in danese: «Alt har sin Tid» - funge da trait d'union tra i concetti qui proposti quali i due fili costituenti questo enigmatico nodo: l'edificante e la ripresa come cifra della miniera filosofica kierkegaardiana, che nel biennio 1843/1844 deposita l'atto di nascita di ambedue le dialettiche. Ogni cosa ha il suo tempo ed un suo senso, e leggendo questa monografia si fa luce tutto intorno: come se il lascito del Qohelet sia stato per Kierkegaard quello di aver nominato - proprio nel terzo capitoletto sull'alternarsi dei tempi - il posto dell'avere luogo, l'inaggirabile che non si piega all'incalcolabile quantità di vanità del tutto: la morte stessa come antidoto, l'effettività ineludibile di cui ne va il pensiero, l'esserci immessa nel cuore dell'uomo - in qualità di 'eternità'." (dalla presentazione di Eugenio Mazzarella). Con scritti inediti di Soren Kierkegaard.
Kierkegaard, Nietzsche: eternità dell'istante, istantaneità dell'eterno
Giulia Longo
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2007
pagine: 224
"Il nostro rapporto verso Dio è solo non-verità, grida Nietzsche. Sì, risponde Kierkegaard, e lo diventa sempre di più, quanto più noi abbiamo a che fare con Lui. Ma il rapporto di Dio con noi è verità - nostra verità! - La verità è in noi, non viene dal di fuori, replica Nietzsche. Dio è in noi, viene dall'interno dentro di noi, fa eco Kierkegaard. Allora Dio è il mio fondo dell'anima, ritiene Nietzsche. Allora è il fondo della mia anima l'apertura sorgiva verso Dio, risponde Kierkegaard". Le parole tratte dalla Apokalypse der deutschen Seele di H. Urs von Balthasar, citate a mo' di esergo del presente lavoro - primo in Italia a soffermarsi in maniera specifica e articolata su Kierkegaard e Nietzsche -, restituiscono quanto in esso si è cercato di proporre: una Zwiesprache intesa come un "dialogo a due voci", modalità di approccio privilegiata e non pregiudiziale per un confronto problematico tra i due grandi pensatori, interpellati sul terreno-principe di incontro e scontro quale quello cruciale dell'incrocio tra tempo ed eterno.

