Libri di Giovanni Dursi
Malachite
Diomira Gattafoni
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 105
Il titolo Malachite prefigura una molteplicità di significati e di sfumature nel campo semantico del verde. Tale significante adombra in chi scrive, attraverso il greco e il latino, una ridondanza, l'unione di mali e dolori ('mala' più 'Achos', addirittura uno degli spiriti del dolore e della sofferenza) o in alternativa il rimedio ai mali (considerando 'akos', da cui anche il termine 'panacea'). L'ipotesi del primo significato risulta vanificata dalle proprietà apotropaiche e taumaturgiche del minerale, il cui unico valore etimologico attendibile rimanda alla malva e quindi alle foglie del rimedio naturale. La malachite, seppur contemplando problemi e dolori, si pone come cura. Essa è simbolo delle sfumature, degli ossimori, delle anfibolie, che del resto la poesia ha l'ardire di evocare a parole. Sia la malachite sia la poesia esistono in relazione alla bellezza, alla trasformazione e, in definitiva, alla bellezza della rigenerazione, della rinascita interiore.
Spazio pubblico e desiderio
Giovanni Dursi
Libro: Copertina morbida
editore: Tabula Fati
anno edizione: 2013
pagine: 72
È la mente l'alcova di pensieri espliciti, ma anche di pensieri intimi ed arditi, quelli che nella prosa poetica di Giovanni Dursi sono descritti e comunicati. Pensieri che svelano l'arcano dell'universo umano e danzano sotto forma di parole, dapprima, per diventare, in seguito, respiro, pulsioni, azioni. Una vera e propria ricostruzione di senso. Parole quasi anacronistiche, come se l'autore di "Spazio pubblico e desiderio" fosse riuscito ad "evitare" lo squallore guardandolo negli occhi. A tratti, i vocaboli in uso nella silloge riescono, sollecitando l'onirico, a far dormire senza morire (Amleto, Shakespeare), a distanziarci dal presente, ma, non per questo, evocano un improponibile romanticismo patetico. Piuttosto, s'avverte lo sforzo autentico che riesce ad inventare per sé e per gli altri un altro mondo. Poesia, in fondo, è procreazione, per cui nessun particolare requisito si chiede, eccetto che sia generatrice ed inventrice. Gli aedi di regime sono avvertiti. Immergendosi convinti nella prosa poetica, il silenzio scoppia tra le dilatate grida dell'autore che giungono al lettore. Ciò punge assai.

