Libri di Gianluigi Menegot
Ottant'allora. Il calcio (e molto altro) nei ricordi e nella cronaca degli anni '80 del Novecento
Gianluigi Menegot
Libro: Libro in brossura
editore: Curcu & Genovese Ass.
anno edizione: 2018
pagine: 280
Gli Anni 80: fuochi artificiali nel cielo della Storia. Una serie di avvenimenti epocali, lieti e drammatici, a caratterizzare un Decennio che ha marcato in modo indelebile la società in tutti i suoi aspetti. Noi, adolescenti di quegli anni, sentivamo dentro un'energia straordinaria, seducente e rischiosa. I germogli sbocciati con armonia e grazia negli Anni 70, esplodevano ora in tutta la loro ridondante fioritura, impazienti di sperimentare il Nuovo che avanzava imperioso. Tecnologia sempre più moderna e irruente, nuovi ideali, l'apparenza che sostituiva l'essenza: ecco gli Anni 80 e la voglia di viverli immergendosi totalmente in quel clima da nuovo "boom economico". La "Milano da bere" diventa il simbolo, frivolo e godereccio, di quel periodo, dove anche la classe politica subiva il rinnovamento generazionale, tra arrivisti spregiudicati senza scrupoli e statisti di spessore che combattevano per la legalità. Tuttavia, tra tanto benessere inseguito e anelato, si incorre in eventi tragici a segnare un periodo denso di drammaticità. Terremoti, attentati, sciagure e, per la prima volta nella storia, le spaventose conseguenze di un disastro nucleare. Il mondo dell'informazione e dell'intrattenimento è sconvolto ma anche arricchito dall'arrivo delle TV private su scala nazionale. Oltre a stimolare il polo pubblico a fornire maggior qualità, si rivelano un'arma formidabile per plasmare le masse ad una comoda ed innocua "partecipazione sociale da poltrona", ad una sorta di disimpegno socio-politico che si è poi concretizzato nei decenni successivi. A noi, che cerchiamo di appassionare coi ricordi legati soprattutto al calcio, rimane un patrimonio immenso e servirebbe ben più di un libro per raccoglierlo compiutamente. Dal ritorno degli stranieri in serie A, al Mundial 82, dalle Coppe europee terra di conquista per le squadre italiane, agli scudetti storici della Roma, del Napoli di Maradona e, soprattutto, dell'Hellas Verona. E il Rovereto che torna a far parlare i tifosi in città...
Radio, tv, gol e figurine. Racconti di calcio e di vita degli anni '70
Gianluigi Menegot
Libro: Libro in brossura
editore: Curcu & Genovese Ass.
anno edizione: 2017
pagine: 144
«Gioco senza fine bello: così Gianni Brera amava definire il calcio. Eppure, a ben guardare, esiste qualcosa di più bello ancora, e le pagine di questo libro ne sono fedele testimonianza. Sì, è la memoria del calcio ad essere ancora più bella. Il lasciarsi andare al ricordo, alla citazione, all'emozione per momenti che entrano dentro di te, soprattutto quando sei un bambino che si appresta a diventare uomo, e non ti lasciano più. Di quegli irripetibili momenti ha fatto scorta e tesoro Gianluigi Menegot. Il suo abbandonarsi al flusso dei ricordi, lungo quegli anni Settanta non è solo nostalgia. È il racconto di un'iniziazione alla vita nella quale sì, il calcio la fa da padrone, ma dove trovano spazio i mille avvenimenti che bussavano alla porta dell'allora giovanissimo Gianluigi, in quel di Rovereto. È un vertiginoso viaggio in cronache che in parte sono già storia, ma è anche il delicato ritratto di un tempo felice, quando il papà dell'autore, speaker allo stadio Quercia per le partite interne delle zebrette roveretane, portava il figlio sugli spalti, poi in tribuna stampa e più avanti ancora, meraviglia delle meraviglie, negli spogliatoi. Scorre lieve ed informato il racconto di Menegot. Fluisce appassionato, ci restituisce la magia di un tempo nel quale, telefonini ed internet molto di là da venire, era soprattutto la radio a dettare i tempi di domeniche che sembravano infinite. “Tutto il calcio minuto per minuto” e le figurine Panini diventano così il totem attorno al quale Gianluigi ha danzato sereno e stupìto. Epperò la forza convincente delle tante storie che ci restituisce è anche quella di non aver dimenticato come non ci fosse solo il pallone. Vi è che di ringraziarlo per questo viaggio ammaliante che ha voluto compiere. A confermare quello che in questi anni liquidi ed impalpabili, vale sempre la pena ricordare: chi non ha memoria di ieri non saprà camminare verso il domani. Mettetevi tranquilli accanto alla radio, incollate con lui le figurine. Gli anni Settanta sono stati proprio come li racconta. In campo e fuori.» (Carlo Martinelli)

