Libri di Gesuino Némus
La bambina che vide gli occhi di Dio
Gesuino Némus
Libro
editore: Elliot
anno edizione: 2026
pagine: 240
Il 24 aprile del 1970, una vecchia corriera arranca sulle strade tortuose che da Telévras portano a Cagliari
La teologia del cinghiale
Gesuino Némus
Libro: Libro in brossura
editore: Elliot
anno edizione: 2025
pagine: 256
Un piccolo paese dell’entroterra sardo, Telévras, è lo scenario su cui si muovono i protagonisti di questo giallo imprevedibile. Siamo nel 1969, durante i giorni febbrili dello sbarco del primo uomo sulla luna. Una serie di eventi coinvolge da subito due ragazzini: Matteo Trudìnu, figlio geniale di un latitante, e Gesuino Némus, bambino silenzioso e problematico. Amici per la pelle, trascurati dalle rispettive famiglie, i due possono però contare su don Cossu, il prete gesuita del paese, che si prende cura di loro come fossero figli. Tra i vari accadimenti, un giorno spunta fuori anche il cadavere del padre di Matteo, sicuramente morto ammazzato. Sul caso viene chiamato a indagare il maresciallo dei carabinieri De Stefani con l’aiuto dell’appuntato Piras e dello stesso don Cossu ma, con l’avanzare dei giorni, le cose si complicano e spunta fuori un altro cadavere… Misteri, colpe antiche, segreti e rivelazioni vengono scanditi in un romanzo sapientemente orchestrato, imprevedibile e originalissimo per trama, stile, umorismo e inventiva. Un’opera pirotecnica, geniale e ricca di suspense che ci avvolge con le voci, i sapori e la magia della terra sarda, raccontando mezzo secolo di un’Italia sospesa fra modernità e tradizione. Un giallo sui generis con un finale sorprendente. A dieci anni dalla prima pubblicazione, l’autore ha voluto arricchire il libro con due nuovi capitoli che confermano la sua straordinaria inventiva.
La donna che uccideva le fate
Gesuino Némus
Libro: Libro in brossura
editore: Elliot
anno edizione: 2025
pagine: 228
Una nuova avventura e un nuovo mistero dall’autore del fortunato La teologia del cinghiale, in cui ritroviamo il mitico paesino dell’entroterra sardo, Telévras, con i suoi eccentrici abitanti, impegnati – tra partite a carte ed epiche bevute di cannonau – ad aiutare il maresciallo dei carabinieri Tigàssu a risolvere un caso di omicidio. Durante i giorni delle battaglie sul prezzo del latte, il pastore Gioac-chino Dicciòsu viene ritrovato morto nel suo ovile, ucciso da una scarica di pallettoni alla schiena. Non ha moglie né figli e l’unica erede è la sorella Elvira, dichiarata, però, incapace di intendere e di volere già nel 1951, dopo la perdita tragica della sua bambina di pochi mesi. Internata fino alla chiusura dei manicomi, avvenuta in seguito alla legge Basaglia, torna a vivere nella vecchia casa di un tempo, con qualche piccolo aiuto da parte delle donne locali. Presto però si fa odiare da tutti perché lancia maledizioni a bambini e adulti che si avvicinano al suo rudere per cercare le casette delle janas, le fate che popolano il mondo immaginario sardo. Nei giorni successivi al delitto (come al solito senza testimoni), mentre il maresciallo Tigàssu tenta di dare un abbrivio alle indagini, giunge a Telévras Marco Vantini, psichiatra e luminare di fama internazionale che, affascinato dalla storia di questa donna, darà un contributo fondamentale alla ricerca della verità.

