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Libri di Franco Branciaroli

Teatro

Teatro

Franco Branciaroli

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2025

pagine: 370

Si credeva che la "decostruzione" e l'operare in suo nome sui palcoscenici o anche per terra o in acqua e ovunque fosse conforme alla volontà di straziare il teatro dialettico nato dove le pietre erano capaci di trasudare l'assurdo o il tragico dell'esistenza, fosse il re Mida che trasformasse in aura festa il teatro futuro detto, terzo, quarto, quinto, ma tutto quello che è riuscita a fare finora è stato semplicemente distruggere la reputazione e l'autorevolezza della più antica forma particolare di conoscenza riducendola alla stregua di un'operetta dal tono sinistramente amatoriale. Queste pagine concorrono alla costruzione di un'idea archeologica del teatro che appare lontana anni luce dal teatro contemporaneo ma che proprio nella sua inattualità testimonia paradossalmente la sua urgenza. Il testimoniato qui di seguito non si rivolge a teatranti che chiedono di riposarsi, si rivolge a chi non è pigro, discretamente dotato e soprattutto che abbia molto tempo a disposizione perché solo così il teatro, che per me è solo dialettico, se gli si concede tutto questo, offre in cambio molto più di quello che ci si può attendere ragionevolmente: svelare l'enigma della vita; essa è coincidenza tra soggetto e oggetto. Quello che accade sul palco non è oggetto fuori di noi, esso è dentro di noi, è noi stessi, è soggetto. Per questo il monologo che si rivolge allo spettatore è mortale, perché si esibisce come oggetto. Il palco è il tavolo e il sipario è la porta dell'armadio. Il tavolo dove si dialoga, dove si cerca la sintesi che di solito tragicamente o anche drammaticamente non si trova se non nella morte o nell'abbandono; e l'armadio racchiude il mistero di questa mancanza. Si dirà che il tavolo del teatro greco non aveva il sipario, porta dell'armadio, ciò non è vero, esso consisteva nel buio della notte che sopraggiungeva al tramonto e alla fine della tragedia. Ma con la scusa del pop il teatro odierno semplifica e fraintende, ci fa sentire separati dagli uomini nonostante cerchi invano di farsi capire. Queste pagine si tingono, magari invano, di un'urgenza inaggirabile che suggerisce come proprio nella riflessione e nella dialettica sia la chiave per abitare il mondo: scopo della mia vita: voler trasfigurare, creare, dare un senso ad ogni istante della mia esistenza da viverlo nel mondo più nobile, più alto, più bello.
40,00

Don Chisciotte–Romeo e Giulietta

Don Chisciotte–Romeo e Giulietta

Franco Branciaroli

Libro: Libro in brossura

editore: Morlacchi

anno edizione: 2022

pagine: 136

Attore, regista e drammaturgo, dagli anni ’70 protagonista della scena teatrale italiana, Franco Branciaroli è volto noto del piccolo e grande schermo (Jancsó, Antonioni, Bolognini, Brass, alcuni dei registi cinematografici con cui ha lavorato). Dopo il debutto nel 1970 al Piccolo Teatro di Milano nel Toller di Tankred Dorst diretto da Patrice Chéreau, è stato l’interprete apprezzato dai maggiori registi, da Aldo Trionfo a Luca Ronconi. Fondamentale l’incontro con Giovanni Testori e l’ingresso nella Compagnia del Teatro degli Incamminati, che segna l’inizio di una feconda collaborazione, durata sino alla scomparsa dell’eterodosso scrittore e culminata nello spettacolo In exitu (1988), intensa sacra rappresentazione profana di una tragedia contemporanea. Spirito inquieto e anticonformista, sempre pronto ad affrontare nuove sfide, quando il successo gli consentirebbe di battere sentieri sicuri, Franco Branciaroli «sa fondere in sé una straordinaria modernità espressiva, fissata nell’originalità del suo linguaggio scenico, e il retaggio prezioso di una ricchissima tradizione attoriale la cui permanenza in Italia sembrava essersi spezzata con l’intervento della regia» (Claudio Longhi)
15,00

La carne tonda

La carne tonda

Franco Branciaroli

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2022

pagine: 262

"Prosegue con questo romanzo la lunga tradizione della "pornografia" che deflagra nella squassante comicità del dileggio e del teppismo e senza peli (è il caso di dirlo) sulla lingua scarta subito, ridicolizzandola, la riprovazione di non essere erotica. Questa volta sul banco di macelleria della letteratura viene esibita una carne tabù, quella di una femmina gravida con la sua cupola di vita che si sta facendo; come la pipì di Hamm in Finale di partita. Farcito di golosità che erano le vere voglie di una classe media conservatrice qui esaltata mentre oggi i valori di questa sono: la fratellanza, le diversità sessuali, la passione per l'abbigliamento stravagante, l'odio per la normalità e l'entusiasmo travolgente per "l'arte di vivere", il libro pone l'Origine del mondo come l'ultima soluzione per combattere la frustrazione umana verso il conformismo del dissenso istituzionalizzato. E l'esaltazione del parto come l'ultimo bagliore prima che la corta candela si spenga e che definitivamente il brutto diventi bello e il bello ci sembri brutto". (Franco Branciaroli)
20,00

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