Libri di Franco Basaglia
Franco Basaglia. Passato e presente di una rivoluzione
Ludovica Jona, Elisa Storace
Libro: Libro in brossura
editore: Sperling & Kupfer
anno edizione: 2025
pagine: 240
Un libro che racconta la rivoluzione nella cura della salute mentale che ha reso l'Italia un Paese unico al mondo. Un'indagine sul passato e sul presente, che mostra come le istanze di cambiamento possono portare speranza dove sembra esserci solo dolore. Ieri come oggi. Cosa resta oggi della rivoluzione iniziata da Franco Basaglia? Questo libro, nato da un'inchiesta sul campo, intreccia passato e presente per esplorare l'eredità della Legge 180 e il futuro della salute mentale in Italia. Ludovica Jona ed Elisa Storace (già autrici con Carlo Annese del podcast Tutta colpa di Basaglia) ci accompagnano in un viaggio fatto di testimonianze di pazienti, famigliari e operatori, dati inediti e riflessioni sul sistema psichiatrico attuale, con uno sguardo attento ai giovani, sempre più spesso vittime di disagi psicologici e carenze del sistema di cura. Dall'abbattimento delle mura dei manicomi al ritorno insidioso di pratiche coercitive nei reparti psichiatrici, fino alle alternative luminose dei centri «no-restraint» e dei progetti di co-housing, il libro racconta come si può trasformare il malessere in resilienza, esplorando modelli di assistenza innovativi e accessibili. Con la Prefazione di Franco Basaglia, nipote omonimo dello psichiatra, e una Postfazione di Massimo Cirri, quest'opera non è solo un viaggio nella storia, ma una guida per comprendere e affrontare l'urgenza delle sfide attuali in materia di salute mentale.
Fare l'impossibile. Ragionando di psichiatria e potere
Franco Basaglia
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2024
pagine: 144
«Noi psichiatri abbiamo il vantaggio che in qualunque istituzione psichiatrica andiamo, troviamo sempre la stessa faccia, lo stesso malato, cioè il malato dell’ospedale psichiatrico. Hanno tutti la stessa faccia, sembrano che abbiano tutti la stessa malattia: in effetti questa malattia è il prodotto dell’istituzione». A cento anni dalla nascita di Franco Basaglia, quale traiettoria è possibile tracciare di una delle personalità più influenti della psichiatria italiana del XX secolo? Questo libro prova a rispondere con l’aiuto di tre nuovi documenti emersi dagli archivi e mai pubblicati fino a ora. Tre inediti che consentono di entrare nel vivo dell’esperimento che nei primi anni settanta preparava il terreno all’abolizione dei manicomi e alla nascita dei servizi di salute mentale. «Abbiamo iniziato a fare quello che ritenevamo impossibile – scrive Basaglia – cioè trasformare una istituzione da violenta e bruta e mortificante in un’istituzione dove ci fosse la possibilità di chiamare un uomo “uomo”». La persona che è diventata il simbolo di questa battaglia viene qui presentata come un corpo e un pensiero collettivi. Nel libro vengono raccolti infatti interventi dal tono discorsivo in cui Basaglia compare in relazione e rapporto con altre voci, quelle di Franca Ongaro, Michele Risso e altri protagonisti del movimento antimanicomiale. Il saggio introduttivo di Marica Setaro e le note ai testi guidano il lettore nell’esplorazione di momenti, contesti e figure che raramente sono stati messi a fuoco. I dialoghi colpiscono perché mostrano una discussione aperta che coinvolgeva le assemblee di gruppo e che, a distanza di cinquant’anni, ci fa cogliere le contraddizioni che il nome Basaglia riassumeva in sé. La posta in gioco è alta: il senso di essere psichiatri mentre si scardina l’impianto della psichiatria stessa; la fatica di rendere l’esperienza di Trieste un modello costruttivo dove imparare a praticare una Emerge da questi tre scritti un uomo e uno psichiatra a cui non sfugge il rischio che il suo nome possa diventare soltanto un simulacro di libertà. Così come risalta la consapevolezza della lunga marcia che ancora attende quanti vorranno lasciare il segno effettivo di una trasformazione politica, ma non solo. Più volte Basaglia sottolinea il peso scientifico e culturale di questo processo: quali logiche e quali metodi prenderanno il suo posto? Ieri come oggi sono domande cruciali per rispondere al «problema psichiatrico». Psichiatria senza manicomio; la necessità storica che la parola «cura» significhi restituzione di dignità, diritti e soggettività ai «dannati della terra».
Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 88
Pubblicato da Einaudi nel 1969, “Morire di classe” è un’opera eccezionale. Criticando attraverso immagini inequivocabili le condizioni in cui si trovavano gli ospedali psichiatrici italiani dell’epoca, fu un importante fattore nella battaglia di Franco Basaglia per far chiudere quegli istituti. Dal punto di vista editoriale, si presentò per la prima volta un oggetto di design (ispirato alla grafica pubblicitaria dell’epoca), che era insieme un libro fotografico, politico e sociologico; un libro da guardare – o da cui distogliere lo sguardo – tanto quanto da leggere. Negli scatti in bianco e nero di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin – due dei più importanti fotografi italiani – si alternano muri, porte, chiavi, corpi, materassi, alberi, camicie di forza, sguardi vivi in corpi imprigionati e sono inframezzati da testi, selezionati da Basaglia stesso e tratti da opere di Erving Goffman, Michel Foucault, Primo Levi, Jonathan Swift, Rainer Maria Rilke e Peter Weiss. Denunciando la situazione e invitando le istituzioni interessarsi del recupero e non dell’annientamento di chi è stato escluso, il libro pone anche una questione etica. Che non vengano mai varcati i confini tra rivelazione e sfruttamento, tra compassione ed eccitazione pruriginosa mentre si immortala un malato di mente.
Scritti 1953-1980
Franco Basaglia
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2023
pagine: 936
Gli “Scritti” di Franco Basaglia, qui proposti con le prefazioni di Pier Aldo Rovatti e Mario Colucci, sono la testimonianza più completa del percorso che portò il loro autore a teorizzare la più grande rivoluzione dell’istituzione psichiatrica in Italia. Composti tra il 1953 e il 1980, anno della morte, e frutto delle esperienze da medico e studioso nelle strutture manicomiali di Gorizia, Parma e Trieste, questi testi permettono di riscoprire le molte sfumature di un pensiero ancora oggi necessario, capace di far cadere i confini tra politica, scienza e filosofia. Già dopo i primi contatti con la cultura psichiatrica, infatti, Basaglia si spinse a indagare un terreno più ampio, dove non era in gioco soltanto la pratica medica, ma una visione complessiva dell’essere umano, al di fuori della quale sarebbe stato impossibile attribuire senso a termini come malattia, salute e follia. Si delinearono così nelle sue ricerche e nelle sue riflessioni i tratti di un nuovo umanesimo, in cui la psichiatria fu costretta a cedere le proprie pretese di assolutezza e neutralità, a confrontarsi con il pensiero di filosofi come Sartre, Heidegger, Husserl, Foucault e Merleau-Ponty, e con le inquietudini politiche e sociali del dopoguerra. In queste pagine si può assistere passo dopo passo al percorso che ha dato vita alla legge 180 del 1978, che ha sancito la soppressione degli ospedali psichiatrici e la trasformazione dell’assistenza psichiatrica sul territorio: una lotta di liberazione segnata dalla costante ricerca di un confronto con la sofferenza psichica, e soprattutto dal riconoscimento del carattere politico e violento di ogni intervento del potere sul corpo. Prefazioni di Pier Aldo Rovatti e Mario Colucci.
Se l'impossibile diventa possibile
Franco Basaglia
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Comunità
anno edizione: 2018
pagine: 48
Qualcosa di nuovo è accaduto negli ultimi decenni, qualcosa di speciale che ha dato alla scienza in generale, e ad alcuni aspetti della medicina e della psichiatria, elementi di liberazione e non di oppressione. Ci sono state illusioni e ci sono state certezze, ma rimane comunque la speranza che il mondo possa essere diverso.

