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Libri di Fabrizio Marras

Quel che resta di lui

Quel che resta di lui

Fabrizio Marras

Libro: Libro in brossura

editore: Echos Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 160

“Scrivo queste pagine alla fioca luce del sole morente nel lungo giorno della mia vita perché a chiedermelo furono proprio loro: Yeshua e Maryam. Dovrò dire in queste pagine chi fu attorno a lui gli anni prima del processo a Yerushalàym, del perché gli fu accanto e di cosa accadde in quel tempo ormai lontano nella memoria, da chi è stato costretto alla fuga e di ciò che su di lui è stato mistificato per renderlo pari a YHW. Devo farlo perché non uno degli scritti di coloro che si appellano discepoli di Yeshua, corrisponde a ciò che è stato.” (Metzudah, 1926, frammento VI, 2b; poi: Codex LZ, I-7, in A.S.V.) Il Maestro faticava a riordinare i ricordi: voleva rendere tangibile prova scritta di ciò che accadde all’epoca in cui Yeshua calcava le polveri della nostra amata Canaan. Miracoli e prodigi da lui compiuti hanno riempito le pagine degli scritti di Markos, Matithyah, Kepha. Ma non uno solo di essi è stato compiuto nella realtà degli eventi. Tra poco il mio vecchio e stanco corpo seguirà quello di Myriam la Grande Madre. Ma farò sereno quest’ultimo viaggio perché lo compiremo con lui al nostro fianco…
12,00

Triade

Triade

Fabrizio Marras

Libro: Copertina morbida

editore: Gruppo Albatros Il Filo

anno edizione: 2009

pagine: 51

"Pensiero ricorrente, maledetto, devastante". Pensare a lei seguendo un'ispirazione che tarda ad arrivare, perché lei era la sua Musa. Poi il silenzio intorno a lui, un incontro forte e irriverente con il ricordo della sua immagine riflessa e confusa, da lungo persa di vista. D'improvviso la paura l'assale, paura di essere seguito, paura di rimanere solo con la sua ombra, anch'essa dimenticata e che vaga raminga nell'oscurità. Dove aveva sbagliato Marco? Che cosa aveva allontanato quella splendida creatura che ora, seduta in un bar, sorrideva a tutti tranne che a lui? Bevve ancora, erano ore che l'assenzio stava in quel bicchiere; richiamato dal suo potere evocativo sorseggiò il verde distillato e come in preda a una pazzia delirante scrisse repentinamente, ispirato dal moto del suo animo e incurante dei rumori assordanti provenienti dalla strada. Scrivendo aveva capito che non era stata lei il suo unico pensiero ma era solo lui il protagonista della storia; egli come un cavaliere aveva difeso il suo castello interiore dagli assalti di quell'amore sensuale e dirompente che lo aveva ispirato in tante occasioni.
12,50

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