Libri di F. Squarcini
Mai praticamente uguali. Studi e ricerche sulla disuguaglianza e sull'inferiorità nelle tradizioni religiose
Libro: Copertina morbida
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2007
pagine: 320
Stigmatizzazione, subalternità, schiavitù, assoggettamento, negazione dell'identità, condanna, strategie dell'esclusione, politiche del privilegio e dell'esenzione, veti all'accesso alle risorse materiali e simboliche, disparità di trattamento, inferiorità sociale e morale, sottomissione. Questi sono solo alcuni degli indicatori di disuguaglianza che possiamo incontrare nelle fonti e nei materiali prodotti dalle diverse tradizioni religiose. Perciò può esser detto che certi pronunciamenti religiosi hanno contribuito a istituire varie forme di differenza e di disuguaglianza, magari poi utilizzate per porre in atto istituti forieri di disapprovazione, pratica e simbolica. In tali casi, sancire la diversità è servito a gettare le basi per la legittimazione di successivi discorsi distintivi e discriminanti, i quali, non di rado, si sono fatti forti del ricorso a formulazioni specifiche di quella che possiamo chiamare 'ideologia dell'inferiorità'. È altrettanto vero, però, che i contesti religiosi sono gli àmbiti in cui sono nate anche le più forti e roventi critiche alla disuguaglianza, ora condannata invocando forme di uguaglianza ontologica, di matrice divina o naturale. In molti casi, infatti, i materiali pervenutici parlano di profeti, maestri, riformatori, guru e oracoli colti da moti ugualitari. Moti evidentemente scaturiti dall'esposizione alla fenomenologia storica delle molte forme esistenti di diversità, di disuguaglianza, di ingiustizia e di preclusione.
Topografie della santità. Studi sulle simbolizzazioni religiose dei confini e sulla geografia politica delle tradizioni religiose
Libro: Libro in brossura
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2007
pagine: 242
La riflessione prescrittiva che ha come oggetto il territorio è una componente essenziale di ogni discorso identitario. Il rimando alla fisicità naturale dei confini, infatti, pare esser da sempre la forma privilegiata di appello al 'dato' attraverso cui conferire altrettanta fisicità ai modelli identitari, i quali sono tutt'altro che naturali. Del resto, l'idea stessa di confine è l'esito oggettivo di una volontà di identificazione e di circoscrizione di una zona, di un contorno, di un profilo. Non stupisce quindi notare che, proprio per le notevoli risorse semiotiche offerte dal dispositivo del confine, i discorsi religiosi abbiano fatto grande uso del rimando alle dimensioni fisiche e simboliche del territorio (si pensi all'idea di "terra santa", di "terra promessa", di "zona auspiciosa", ecc.), cercando in esse ragioni in più da spendere durante il loro conquistare, costruire, confermare i contorni del proprio profilo identitario. In questa raccolta di studi sono perciò affrontati, da vari punti di osservazione e seguendone le articolazioni assunte in varie aree geografiche e temporali, i rapporti fra territorio e identità; fra terre mondane e processi di sacralizzazione delle stesse; fra protezione di un luogo e difesa di sé; fra miti della santità di una terra e necessità pratiche di renderla tale; fra bisogni oggettivi e rivendicazioni simboliche, le quali che rendono un luogo diverso da quello che è.

