Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Libri di Elio Apih

La società triestina nel secolo XVIII

La società triestina nel secolo XVIII

Elio Apih

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2025

pagine: 248

«A Trieste, nel corso del secolo XVIII, sparì rapidamente un comune autonomo, povero ma con secolari memorie, e subentrò ad esso una grande città mercantile interessata alle ricchezze e alle soddisfazioni pratiche, porto favorito dell’Austria. Ai contemporanei, a coloro che sbigottiti o entusiasti assistettero a questa vicissitudine, non sfuggì l’importanza del fatto e tanto le carte di archivio quanto le scritture pubbliche e private che di quei tempi ci sono pervenute, rilevano vistosamente la buona o mala ventura dei triestini destinati chi alla miseria e chi al successo nella nuova situazione, come pure l’importanza e i vantaggi che il progresso infine a tutti portava.» (Dalla Premessa) A più di cento anni dalla nascita di Elio Apih e a vent’anni dalla scomparsa viene riproposto questo suo libro, pubblicato la prima volta nel 1957.
20,00 €

Le foibe giuliane

Le foibe giuliane

Elio Apih

Libro: Libro in brossura

editore: LEG Edizioni

anno edizione: 2022

pagine: 160

Gli interrogativi posti da Elio Apih e le riflessioni che essi suscitano nel percorso di questo libro, muovono da un quesito fondamentale: “Come e da dove viene l’‘infoibamento’ nella Venezia Giulia?” È bene precisare che l’Autore tratta sia delle foibe del 1943 in Istria, sia delle foibe del 1945, che riguardarono anche Gorizia, Pola e Fiume, ma soprattutto, per efferatezza, Trieste. Ciò detto, è significativo che il primo capitolo si apra su uno scenario di vuoto metafisico: l’abisso (abissus abissum invocat) in cui si agitano elementi da primordio evocati tramite suggestioni letterarie, si ridesta un universo premoderno di credenze misteriche e magiche che aveva profondamente colorato i tessuti dell’immaginazione di tante generazioni di istriani; la percezione diffusa è quella del male connesso alla foiba. Ma sul piano storico l’“infoibamento” come eccidio trova collocazione nel quadro della Seconda guerra mondiale; taluni episodi (il massacro di Katyn, le Fosse Ardeatine, le stragi in Spagna descritte da Hemingway) possono far pensare ad un’analogia fra le modalità “rituali” dell’eccidio. Tuttavia il quadro delle foibe giuliane pone la questione di un uso barbarico che sembra appartenere all’Europa centroorientale, e ci si domanda se esista un’inquietante presenza di “esperti” istruiti dai protagonisti dei fatti di Katyn. Si tratta, ad ogni modo, di un accadimento storico complesso, che rompe un plurisecolare assetto sociale da un lato, e dall’altro, nella lotta di liberazione, assume, dal punto di vista sloveno o croato, carattere di strumento per la revisione confinaria con l’Italia. Le tensioni politiche si intrecciano con quelle nazionali e viceversa. Per decenni la questione delle foibe è stata ostaggio della polemica politica, fondata sul mero conteggio dei morti, sulla descrizione delle atrocità, senza contare l’aleatorietà delle testimonianze dirette, tanto più incerte quanto più accentuata ne è la contingente emotività. L’ipotesi dell’Autore è che il comunismo jugoslavo “non allineato” non è stato sottoposto a giudizio in quanto ha goduto di un’ampia immunità dettata dall’atlantismo e incontrato l’apprezzamento della sinistra italiana in nome del - la politica di equidistanza terzomondista di Tito; in Italia l’antifascismo si sarebbe invece dovuto impegnare di più nella costruzione di un’etica democratica nella società civile, e meno in quella di un’etica politica o partitica, nel corso di un lungo processo che ne ha enfatizzato il culto eroico anche tramite l’abuso retorico, laddove la generazione democratica di Apih aveva intravisto nell’antifascismo l’opportunità di una rifondazione morale della Nazione italiana.
18,00 €

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.