Libri di E. Grazioli
Arte dal 1900. Modernismo, antimodernismo, postmodernismo
Hal Foster, Rosalind Krauss, Yve-Alain Bois, Benjamin H. Buchloh, David Joselit
Libro
editore: Zanichelli
anno edizione: 2016
pagine: 896
Un desiderio ardente. Alle origini della fotografia
Geoffrey Batchen
Libro: Libro in brossura
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2014
pagine: 255
Prima ancora che come tecnologia, la fotografia si manifesta agli esordi come "desiderio" di fissare le immagini prodotte nella camera obscura. Un desiderio già attestato in Dürer e ben radicato nel mito originario dell'arte, ma avvertito con forza crescente tra il tardo Settecento e l'inizio dell'Ottocento quando, nell'ambito della ridefinizione romantica di spazio, tempo e soggettività, emergono le condizioni che renderanno possibili le prime realizzazioni concrete del procedimento fotografico e la nascita "ufficiale" del medium. Un'invenzione preannunciata da secoli di complesso rapporto tra arte e realtà, ma che è di fatto il prodotto di un contesto estetico, sociale e culturale. L'incentivo della modernità industrializzata, con il suo investimento nella logica della produzione di massa, mette in moto le ricerche di scienziati, sperimentatori e artisti di paesi e culture diversi culminate poi nelle creazioni di Talbot, Niépce, Daguerre, Bayard e degli altri protofotografi mossi, in parallelo e in contemporanea, dal desiderio di trattenere con ogni mezzo i "disegni della natura". "Un desiderio ardente" è una meditazione sulla questione delle origini della fotografia oltre che sulla sua identità: ispirato dalla genealogia di Foucault e dalla decostruzione di Derrida, Batchen ne riscrive la storia da un punto di vista nuovo.
Constantin Brancusi
Libro: Libro in brossura
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2013
pagine: 302
Constantin Brancusi è uno degli artisti più famosi del XX secolo e tuttavia per molti versi ancora poco noto, ridotto a questo o a quello schema concettuale o a una serie di immagini di comodo. Segnato dalla tensione all'astrazione progressiva delle forme, di pari passo con il culto della perfezione nella lavorazione dei materiali come della precisione della forma, Brancusi ha in realtà inventato e sperimentato molto e aperto molti problemi nell'arte seguente. E dunque: quanta importanza ha la tradizione nel suo lavoro? Si può correttamente leggere nei suoi manufatti modernissimi l'impronta di archetipi lontanissimi? Quanta innovazione è presente nelle forme delle sue sculture? Perché i dadaisti lo apprezzavano?

