Libri di Domenicantonio Fausto
Lineamenti di storia della finanza pubblica in Italia (1861-2011)
Domenicantonio Fausto
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2023
pagine: 904
Opera conclusiva di uno studioso che ha posto la storia finanziaria tra i suoi principali interessi di ricerca, il volume esamina l'andamento della finanza pubblica in Italia nell'arco cronologico che va dal 1861 al 2011, mettendo in rilievo come, sulle scelte di politica economica e finanza pubblica dei governi, e sullo sviluppo economico stesso della nazione, abbiano inciso, fin dal momento dell'Unità, i due nodi, a tutt'oggi non risolti, della precaria situazione finanziaria e della forte diversità tra le realtà regionali, con la strozzatura rappresentata dalle aree del Mezzogiorno rispetto alle prospettive di sviluppo del resto del paese. Si tratta di un contributo di fondamentale importanza, unico sotto diversi aspetti: per il punto di vista assunto nella narrazione; per l'amplissima documentazione raccolta e utilizzata; per il metodo espositivo impiegato. Dalla trattazione si evince - come osserva l'autore - che «la storia non si ripete mai identica a sé stessa, ma vi è un senso di continuità, che proietta nel presente l'irripetibilità del susseguirsi delle situazioni passate, e che può aiutare a meglio comprenderle».
Saggi di storia dell'economia finanziaria
Domenicantonio Fausto
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2015
pagine: 644
Il volume è una raccolta di tredici saggi, pubblicati in riviste e opere collettanee tra il 1985 e il 2013, scritti in molti casi con idee di fondo against the mainstream, in anni in cui le idee di globalizzazione dei mercati, deregolamentazione dell'economia, necessità di drastiche privatizzazioni e riduzione generalizzata dello spazio del settore pubblico erano abbastanza egemoni tra gli studiosi di economia. Ne emerge una visione favorevole ad un significativo intervento pubblico in economia, considerato indispensabile per la tutela dell'interesse pubblico e dei bisogni sociali fondamentali. Da una massiccia e indiscriminata politica di riduzione dello spazio del settore pubblico infatti non derivano né efficienza, né crescita economica. Il sistema dei prezzi è indispensabile per una efficiente gestione delle risorse, ma non si può fare esclusivo affidamento sul mercato e sulle sue logiche. Gli agenti economici privati, operando individualmente, secondo un calcolo razionale, sono ben lontani dall'assicurare soluzioni ottimali dal punto di vista collettivo. L'intervento pubblico in economia non è necessariamente un intreccio prevalente di abusi e di sperperi, e non va confuso con le lentezze e le pastoie burocratiche. Uno degli insegnamenti che deriva dal pensiero di Keynes è che ci sono momenti e circostanze in cui il capitalismo va salvato da se stesso.