Libri di Chiara Veltri
Storia delle stelle
Adam Smith
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2026
pagine: 164
“La meraviglia, pertanto, e non l’aspettativa di ottenere vantaggi grazie alle sue scoperte, è il primo principio che spinge l’umanità allo studio della Filosofia, la scienza che pretende di svelare i legami nascosti che uniscono le varie apparizioni della natura; e l’umanità persegue questo studio per sé stessa, come piacere o bene originario, senza prendere in considerazione la sua tendenza a procurarle gli strumenti per ottenere altri piaceri.” C’è una forza che attraversa i secoli e i cieli: è la meraviglia, sentimento suscitato da ciò che è nuovo, insolito e straordinario, e che è il propulsore della conoscenza umana. Questa l’idea al fondo della Storia delle stelle (History of Astronomy), che Adam Smith, poco più che ventenne, iniziò a comporre nel 1744 e che vide la luce solo più di mezzo secolo più tardi e dopo la scomparsa del filosofo scozzese, grazie agli amici che curarono l’edizione delle sue carte inedite. La forma apparente di trattato astronomico non deve ingannare: in queste pagine, dense e limpide, Smith osserva i movimenti del firmamento, leggendovi di riflesso la storia di come gli esseri umani cerchino irriducibilmente di placare la loro sete di conoscenza. La storia dell’osservazione degli astri, così, diventa nella Storia delle stelle un piccolo trattato sull’intelletto umano, sulle paure e le aspirazioni della nostra specie, e sulla ricerca d’ordine e di bellezza che guida ogni nostra scoperta. La Storia delle stelle, nelle cui pagine troviamo il primo accenno di Smith alla mano invisibile, rivela un lato poetico e speculativo che pochi conoscono del futuro fondatore della economia politica classica. Sono pagine, queste, in cui già si avverte il respiro lungo dell’illuminismo, la tensione metafisica di chi scruta il cielo non per misurarlo, ma per abitarlo col pensiero. Sono pagine, queste, capaci ancora di restituire a lettrici e lettori contemporanei il bagliore delle stelle che quasi tre secoli fa le hanno ispirate.
Leonard Cohen. L'uomo che ha visto cadere gli angeli
Christophe Lebold
Libro: Libro in brossura
editore: Minimum Fax
anno edizione: 2025
pagine: 583
Leonard Cohen ha puntato in alto: voleva essere contemporaneamente tutti gli eroi biblici. Come Giacobbe, ha combattuto con gli angeli. Come Davide, ha cantato salmi e sedotto le donne. Come Abramo, si è spostato di luogo in luogo, restando ovunque uno straniero. Dopo aver cercato Cohen nei suoi romanzi, nella sua poesia, nei testi delle sue canzoni, dopo aver ascoltato il suo incessante dialogo con Dio e con le stanze d’albergo nei luoghi della sua vita errante, con grazia e dedizione Lebold ha intessuto questa imponente mole di materiale in una biografia appassionata che si fonde a un saggio critico infinitamente erudito. Un libro prezioso, che riesce a catturare l’essenza dell’artista – i suoi dubbi, la sua immensa dolcezza, la sua determinazione ad affrontare le valanghe, spezzare i nostri cuori, e risvegliarli – dalle cui pagine riverbera abbagliante quella che è stata la missione dell’intera esistenza di Leonard Cohen: insegnarci a giocare con la gravità, e ad arrenderci all’amore.
Dieci trip. La nuova realtà degli psichedelici
Andy Mitchell
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 400
Dieci droghe, dieci diversi trip sperimentati e raccontati da un viaggiatore d’eccezione, un neuropsicologo dalla penna raffinata e acutissima, che ci guida in prima persona nell’esplorazione del lato più luminoso e insieme più oscuro degli psichedelici. Un lisergico percorso tra euforia e paranoia, tra scienziati, sciamani, imbroglioni e guru della Silicon Valley. Dieci esperienze, dall’ambito medico a quello cosmologico e spirituale, senza farsi mancare un po’ di sano, o malsano chissà, consumo esclusivamente ricreativo, affrontate talvolta con curioso occhio clinico e talvolta in modo più irresponsabile, meno professionale forse, come un Hunter S. Thompson ma in una giornata di quelle buone. Le droghe psichedeliche stanno vivendo in questo ultimo decennio una vera e propria ribalta. Dopo essere state un argomento di discussione, oltre che un consumo, circoscritto all'interno degli ambienti della controcultura, per finire poi nel dimenticatoio, sono adesso tornate sulla bocca, metaforicamente e non, di molte persone insospettabili: psiconauti in giacca e cravatta e, in particolare, psiconauti medici. Si parla un po' ovunque infatti dell'utilizzo farmacologico delle sostanze psicotrope, della possibilità di trasformarle in medicine «qualunque», in grado di rendere tollerabile un quotidiano diventato per molti insostenibile. Di trasformarle quindi in un'altra fetta di mercato per l'industria farmaceutica, della salute e del benessere. Ma le droghe psichedeliche restano, sotto molti punti di vista, un mistero difficilmente sterilizzabile e decifrabile attraverso sensori che producono un diagramma, difficilmente contenibile in un bugiardino che ci avverte degli effetti collaterali. E forse è giusto così. Forse è giusto che conservino la loro dimensione follemente ricreativa e allo stesso tempo un po' inquietante. Andy Mitchell decide di portarci insieme a lui alla scoperta di questo mistero, assumendo dieci droghe diverse in dieci contesti diversi, da un laboratorio medico nel centro di Londra allo scantinato di un amico passando per un rituale nella foresta amazzonica. E ci mostra così il loro aspetto più imprevedibile, oscuro e al tempo stesso gioiosamente anarchico, tra considerazioni scientifiche e politiche, timori e momenti di spassoso delirio.
Compatibile con l'uomo. Come impedire che l'IA controlli il mondo
Stuart Russell
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 424
Questo libro parla del tentativo, che gli esseri umani portano avanti da millenni, di sondare il mistero dell’intelligenza; e racconta gli sforzi compiuti nell’ultimo secolo per riuscire a creare una mente artificiale. Perché l’IA sta rapidamente diventando un elemento pervasivo del presente, e sarà la tecnologia dominante dell’immediato futuro. Ma dobbiamo prepararci all’eventualità che le macchine superino di gran lunga la nostra capacità di prendere decisioni nel mondo reale. Ottenere accesso a un’intelligenza tanto sterminata potrebbe essere l’evento più importante della storia dell’umanità. Bisogna però fare in modo che non si tratti anche dell’ultimo evento della storia dell’umanità. Il concetto di intelligenza è centrale nella costruzione dell’identità umana, non è un caso che la nostra specie abbia deciso di chiamarsi Homo sapiens. E dopo più di duemila anni siamo arrivati a una definizione dell’intelligenza che si può forse sintetizzare in questo modo: siamo intelligenti nella misura in cui ci possiamo aspettare che le nostre azioni raggiungano gli obiettivi che ci prefiggiamo. Alla luce di questa definizione tutte le altre caratteristiche della nostra sfera intellettuale – percezione, pensiero, apprendimento, inventiva e così via – possono essere ridotte al contributo che danno alla capacità di agire efficacemente. Si tratta di una definizione piuttosto funzionale, che presenta però dei rischi, soprattutto se estesa alle macchine. Dagli albori dell’IA, infatti, l’intelligenza sintetica è stata definita allo stesso modo: le macchine sono intelligenti nella misura in cui ci si può aspettare che le loro azioni raggiungano gli obiettivi che si prefiggono. E qui sta il problema: non esiste una garanzia certa che i loro obiettivi siano uguali ai nostri. E non esiste una garanzia che nel portarli in maniera più efficiente possibile a termine non decidano di prendere il controllo. Per scongiurare questa ipotesi, ci spiega Russell con linguaggio chiaro e accessibile, dobbiamo abbandonare l’assunto per cui le macchine dovrebbero avere un obiettivo definito, cosicché si rimettano al volere degli esseri umani, chiedano autorizzazioni, agiscano con cautela e si lascino spegnere. Questo significa sostituire parte delle fondamenta e della sovrastruttura che, oggi, reggono l’intelligenza artificiale. È un lavoro lungo, ma è necessario farlo per costruire una nuova relazione tra esseri umani e macchine che, invece di proiettarci in una inquietante distopia, ci lasci immaginare un futuro in cui la vita sarà infinitamente più facile e migliore grazie al benefico supporto della tecnologia.
Tutti i mondi che vedo. Curiosità, scoperta e meraviglia all'alba dell'intelligenza artificiale
Fei-Fei Li
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2024
pagine: 304
Sono convinta che la nostra civiltà sia sull'orlo di una rivoluzione tecnologica che ha il potere di rimodellare la vita come la conosciamo. Ignorare i millenni di lotta che sono alla base della nostra società, però, sarebbe un errore intollerabile. Questa rivoluzione deve fondarsi su quelle basi, in modo fedele. Deve rispettare la dignità collettiva di una comunità globale. E deve sempre ricordare le sue origini: l'immaginazione inquieta di una specie di ominidi altrimenti ordinaria, talmente disorientata dalla propria natura che tenta di ricrearla in silicio. Questa rivoluzione deve essere incentrata senza alcun dubbio sugli esseri umani". Sviluppatasi sulla base di presupposti creati nell'arco di oltre cinquant'anni, la rivoluzione dell'intelligenza artificiale è ormai iniziata. Anzi, è difficile oggi immaginare un ambito delle nostre vite - dalle piccole occupazioni quotidiane ai grandi piani industriali, dalla nostra personale relazione con il mondo alla formazione - che non risulti profondamente toccato dall'impatto con questa tecnologia. A volte non è semplice, tuttavia, ricordare che alla base di questa svolta epocale ci sono le persone, donne e uomini di scienza capaci di rendere le proprie vite percorsi unici di ricerca ed esperienza. Ne è un esempio Fei-Fei Li, partita da umili origini e diventata oggi una delle maggiori personalità scientifiche al mondo, che in questo libro racconta come la sua storia personale sia inscindibile da quella della sua formazione e delle sue scoperte. Una storia, la sua, che mostra come al centro della più prodigiosa invenzione degli ultimi secoli ci siano le persone - con la loro curiosità, la loro empatia, la capacità di trarre forza dalle difficoltà e dalla inesauribile voglia di "essere motivate dal benessere della nostra specie".
L'Orda. Come i Mongoli cambiarono il mondo
Marie Favereau
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 408
I Mongoli sono celebri per le loro conquiste, ma furono anche abili diplomatici ed esperti amministratori, un popolo nomade capace di costruire un impero vasto e influente. In questa prima storia completa dell’Orda – la porzione occidentale dell’impero mongolo sorto dopo la morte di Gengis Khan – Marie Favereau dimostra quanto i successi dei Mongoli andassero ben oltre il campo di battaglia. Per trecento anni, l’Orda fu una forza di sviluppo globale non inferiore a quella dell’impero romano. La sua eredità è presente ancora oggi in Europa, Russia, Asia centrale e Medio Oriente. Le conquiste avviate da Gengis Khan nel xiii secolo permisero ai Mongoli di integrare nel loro impero il mondo che li circondava. Questo libro si concentra sull’Orda: un modello sociale ed economico senza precedenti che s’impose, evolvendosi, nell’arco di tre secoli per unificare sotto la propria protezione un territorio oggi diviso tra Kazakistan, Ucraina, Russia ed Europa orientale. In questo enorme spazio, il «popolo delle steppe» diede vita a istituzioni che trasformarono irreversibilmente i precedenti equilibri di potere tra le gerarchie locali, stimolando la crescita delle città. Si impegnarono a far fiorire l’economia e, attraverso una diplomazia orientata al commercio, la loro influenza si estese verso nord, ben oltre i loro confini. I qa’an dominarono i principi russi e i beg turchi, resistettero alla peste nera e si adattarono alla mutevole geopolitica del xv secolo. Il volume chiarisce il ruolo storico di questa popolazione nomade, a lungo ridotta al cliché dell’invasore che saccheggia raccolti e ricchezze. Negando ogni visione convenzionale, l’autrice dimostra come l’Orda seppe dare vita a un’amministrazione mobile e sofisticata, capace di unire le comunità religiose pur nella loro diversità. I Mongoli rimodellarono profondamente lo spazio slavo, contribuirono al fiorire dell’islam e strinsero nuove alleanze con Mamelucchi, lituani, polacchi, italiani e tedeschi. Per certi versi, sono all’origine di una delle prime forme di globalizzazione conosciute dalla civiltà umana.
Lou Reed. Il re di New York
Will Hermes
Libro: Libro in brossura
editore: Minimum Fax
anno edizione: 2023
pagine: 771
Nei suoi settant’anni di vita, e cinquanta di carriera, Lou Reed ha attraversato innumerevoli fasi contribuendo, con venticinque dischi, una serie di libri, collaborazioni cinematografiche e spettacoli teatrali, a trasformare il rock in una forma d’arte compiutamente adulta. Dagli esordi come paroliere all’incontro con Andy Warhol e alla nascita dei Velvet Underground; dall’amicizia-rivalità con David Bowie alle sperimentazioni dei secondi anni Settanta, in piena era punk, fino ai grandi album della maturità e al sodalizio sentimentale e artistico con Laurie Anderson, non esiste scena musicale che questo straordinario poeta e chitarrista non abbia contribuito a plasmare. Lavorando sugli archivi che la famiglia ha reso consultabili presso la New York Public Library, Will Hermes ha ricostruito la vita di un uomo complesso, leggendario per le sfuriate ma anche per la generosità, offrendone un ritratto che è un grande omaggio. Liberato dal mito oscuro che lo circondava, Lou Reed ci appare come una figura a tutto tondo. La sua storia si intreccia con la storia di New York, che di quell’epoca è stata centro propulsore e che nessuno come lui è stato capace di cantare e celebrare.
La Nuova Roma. L'Impero d'Oriente. 395-700
Paul Stephenson
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 512
Molto prima che Roma cadesse in mano agli Ostrogoti nel 476 d.C., una nuova città era sorta per prendere il suo posto come cuore pulsante di un impero tardoantico, la meravigliosa Costantinopoli: la Nuova Roma. In questa ampia e originale ricostruzione del crollo dell'Impero romano d'Occidente, Paul Stephenson offre una nuova interpretazione delle forze – dinastiche, religiose, climatiche – che spostarono il centro del potere a est. Stephenson non si accontenta dei testi tradizionali e dei ben noti reperti archeologici, ma offre una nuova interpretazione scientifica della fine dell'Antichità. Nell'originale prospettiva dell'autore, il declino di Roma è scritto non solo nelle pergamene, ma anche nelle carote di ghiaccio e nel Dna. E da queste e altre fonti apprendiamo che l'inquinamento e le pandemie influenzarono il destino di Costantinopoli e dell'Impero romano d'Oriente. Nel corso dei secoli, l'Impero d'Oriente seppe sopravvivere a devastazioni causate da disastri naturali, dal degrado dell'ambiente umano e da agenti patogeni che le città dell'Impero, densamente popolate e insalubri, non avevano ancora conosciuto. Nonostante la «peste di Giustiniano», le costanti invasioni dei «barbari», una guerra con la Persia e l'ascesa dell'Islam, l'Impero resistette come entità politica. Mentre la civiltà greco-romana, un mondo di città interconnesse che aveva condiviso una cultura materiale comune per un millennio, non ci riuscì. Quella vasta realtà si trasformò in un mondo con delle nuove idee su politica, religione, arte e guerra e sul futuro stesso di un impero cristiano: Bisanzio.
Il disfacimento del demos. La rivoluzione silenziosa del neoliberismo
Wendy Brown
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2023
pagine: 320
L'opera di Wendy Brown rappresenta una forma rigorosa di vigilanza sullo stato della democrazia. In tempi come i nostri in cui pare sia sufficiente il rispetto delle procedure per assicurare il buono stato della democrazia, i suoi libri registrano come un preciso sismografo le crepe che si aprono all'interno della democrazia - a partire dal suo angolo di osservazione, l'Occidente e in particolare gli Stati Uniti - sul piano dei discorsi, delle pratiche, delle istituzioni. Politologa e filosofa della politica, a differenza dell'approccio analitico predominante negli Stati Uniti in queste discipline accademiche, Brown pone come criterio di analisi il concetto stesso di "democrazia": "governo del popolo". La questione dirimente è allora se - mediante le istituzioni e le procedure - un popolo effettivamente governi sé stesso; per stabilirlo, non basta restare sul piano della democrazia formale, dove il discrimine tra come un popolo si governa e come un popolo è governato è labile. Anzi, la democrazia formale può finire per configurare un kratos che si rende autonomo dal suo demos, le cui procedure formalizzano poteri non democratici, che non derivano cioè dall'autodeterminazione del demos. Prefazione di Dario Gentili.
È tempo di inventare! Cronache dalla rivoluzione indie rock
Libro: Libro in brossura
editore: Sur
anno edizione: 2022
pagine: 231
A metà tra una fanzine militante e una rivista culturale, Puncture ha rappresentato uno dei primissimi tentativi di documentare la scena del rock indipendente che, tra gli anni Ottanta e i Novanta, lanciò la sua sfida al mainstream. L’ideologia, derivata dal punk, del do-it-yourself e il rifiuto di pubblicare con le major; l’amore per la sperimentazione sonora, spesso coniugata con un’estetica lo-fi e con il ricorso a tecniche di registrazione fantasiosamente artigianali; il legame strettissimo e democratico con una community di ascoltatori, al di là degli steccati che tradizionalmente separano i fan dalle rockstar: sono queste le coordinate, insieme artistiche e politiche, che Puncture individua e valorizza nell’esperienza indie, e che racconta sulle sue storiche pagine attraverso interviste ai musicisti, profili, saggi, recensioni, fotografie. "È tempo di inventare!" è l’antologia definitiva dell’avventura di Puncture nel quindicennio 1985-2000: dalle Throwing Muses alle Sleater-Kinney, dai Fugazi ai Pavement, da Nick Cave a PJ Harvey, passando per i pionieristici saggi femministi di Terri Sutton sulle girl band e le interviste ai grandi critici rock Lester Bangs e Greil Marcus, questo libro è la cronaca e il manifesto della rivoluzione che ha riscritto la storia della musica rock.
Ritratti persiani
Gertrude Bell
Libro: Libro in brossura
editore: Elliot
anno edizione: 2016
pagine: 187
Archeologa e agente segreto britannico, Gertrude Bell fu anche una scrittrice raffinata e una delle più autorevoli orientaliste dell'Ottocento. Nel 1892, a ventiquattro anni, lasciò Oxford per intraprendere un viaggio in Persia. Ritratti persiani nacque come un personale diario di viaggio, una raccolta di immagini, momenti, realtà fisiche e metafisiche che svelano un mondo ancora oggi lontano dai riflettori europei. I persiani appaiono nella loro dimensione quotidiana, nel rapporto con se stessi, nella lotta costante tra l'eredità di un "complesso eroico", la gloria del passato e il declino del presente. Prendono corpo i volti di Teheran, la vita delle donne, i giardini medievali nascosti, le misteriose verità del misticismo orientale. Ma Gertrude Bell spinge il suo sguardo anche fuori dalle città, negli immensi territori del Khorasan, nei deserti, per arrivare al fulcro originario di un'intera civiltà, il suo fondamento religioso, l'Islam.

