Libri di Carola Barbero
Nuotare via. Dalle vasche a perdifiato all'ultimo bagno di stagione
Carola Barbero
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2024
pagine: 136
«Il nuoto, come l'oppio, può causare un senso di distacco dalla vita quotidiana; i ricordi, in particolar modo quelli dell'infanzia, riemergono con sorprendente vigore, ricchi di particolari vividi e precisi». (Charles Sprawson). Nuotare la prima vasca guardando le T nere sul fondo è felicità allo stato puro. In acqua la mente si scioglie e capisce tante cose. Il ritmo costante e ripetuto dei movimenti ricorda quello di una preghiera, e così nuotiamo senza posa finché rinunciamo a muoverci e facciamo «il morto», lasciandoci cullare dalle onde del mare. Fino a quando? Fino all'ultimo bagno di stagione, sperando che duri a lungo e non arrivi troppo presto. Nuotiamo via da tutto, rifugiamoci nel mare o nell'acqua della piscina, al riparo dai colpi della vita reale, e chissà che tra una bracciata e l'altra non finiamo col ritrovare noi stessi. Una lettura pensosa e leggera, che racconta di piscine e di mari, e insieme di cinema, letteratura e canzoni, di respiri e di acqua, e di quella gioia prêt-à-porter che non vorremmo perdere mai.
Quel brivido nella schiena. I linguaggi della letteratura
Carola Barbero
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2023
pagine: 280
Che cos'è, in fondo, la letteratura? E come dobbiamo considerare il linguaggio di cui è composta? È questo l'interrogativo fondamentale da cui sono partiti i filosofi per affrontare questioni centrali quali la differenza tra il linguaggio delle opere letterarie e il linguaggio ordinario, il nesso tra verità e significato, forma e contenuto, stile e autore. Pur riconoscendo l'utilità degli strumenti d'analisi, l'autrice esorta a non dimenticare mai di leggere i testi letterari dalla prima all'ultima pagina, per provare a capire che cosa dicono, perché lo dicono e se ce ne importa ancora qualcosa. E a leggerli magari anche lasciando che la spina dorsale prenda il sopravvento. Del resto, come ricordava Nabokov nelle sue lezioni, la sede del piacere estetico è fra le scapole, e il cervello non è che il proseguimento della spina dorsale.

