Libri di Alessandro Caparesi
Abiografia autorizzata del porco Maestro Ivo Tintobrassetti (1959-2062) a cinquant'anni dalla scomparsa
Alessandro Caparesi
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2020
pagine: 688
«A sentire “L’abiografia del porco Maestro ecc.”, la Signora Editrice ha scosso la testa: no, assolutamente no! Peccato, quell’a privativa mi intrigava... Per l’amor di Dio, mi depista, pare fantascienza! Sig.ra, giusto un pizzico di fs, ’na ’nticchia di distopia... Distopico... oggi tutti mi vanno sul distopico, anche la mia parrucchiera è distopica! Vedo; allora come etichettarlo (ché già non mi piace)? Giallo no, anche se... mi pare c’era un morto ammazzato, o due? Quattro se mettiamo, ricorda?... Comunque no, e nemmeno noir. E... romanzo di formazione? Bah, faccia lei caro, mica l’ho scritto io; mi stia attentino alla sinossi piuttosto, dieci righe chiaro? Dieci. Ok ok; quell’abiografia, però, che peccato."
Strudel di gamberetti con vista sul parco
Alessandro Caparesi
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 368
Poche righe e già c’è il morto a imbrattare di giallo il romanzo, controvoglia al pari di Halek che, nell’ansia per la pensione sfuggente, s’accontenta del suo “sacro poco”: un posto a sedere sul bus in compagnia di un buon libro. Alla fine riesce a quagliare, ma si tratta della soluzione o di una soluzione? La risposta lo costringerà al confronto non tanto (dio che banalità!) col confine tra legale e illegale, o colla follia chiassosa, “onesta”, quanto con quella allignata nel quotidiano. E che fa comodo a tutti.
Racconti a brandelli
Alessandro Caparesi
Libro
editore: Ass. Terre Sommerse
anno edizione: 2018
pagine: 128
Una scrittura che ricorre alla dimensione del racconto breve per rappresentare la disperata opposizione ai malesseri esistenziali e che, pur nella consapevolezza della sconfitta, non rinuncia alla sottile arma dell’ironia. Così, quando il destino presenta il conto (il più delle volte in modo pesante), al lettore non viene negato almeno un sorriso, come se fosse l’ultimo bicchiere o l’ultima sigaretta.

