Libri di Vittoria Martinetto
Artisti, pazzi e criminali
Osvaldo Soriano
Libro: Libro in brossura
editore: Sur
anno edizione: 2024
pagine: 250
Laurel e Hardy, Obdulio Varela, Sonny Liston, Lucio Demare e Juan Domingo Perón sono solo alcuni degli incredibili protagonisti che animano le pagine di "Artisti, pazzi e criminali", sedici articoli scritti negli anni Settanta e riuniti in un unico volume dallo stesso Osvaldo Soriano nel 1983. Sedici storie di successo, tragedia e amarezza – ognuna accompagnata da una breve introduzione in cui l'autore, con l'immancabile ironia e lo spirito critico che lo contraddistingue, snocciola aneddoti, ricorda la vita di redazione e propone al lettore una lente nuova con cui osservare il mondo.
Dizionario del linguaggio dei fiori
António Lobo Antunes
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2023
pagine: 384
Trentaseiesimo titolo di narrativa del suo infinito romanzo fatto di romanzi, quest’ultimo, che si dipana nell’ormai noto stile fatto di monologhi e memoria alternati senza soluzione di continuità, si muove intorno a un personaggio storico, Júlio Fogaça (1907-1980), quantunque il suo nome non venga mai pronunciato, disegnandone la biografia grazie a un affresco corale di voci di personaggi ognuno dei quali protagonista a turno dei singoli capitoli. Membro della segreteria del Partito comunista portoghese, Fogaça viene deportato per due volte nella colonia penale di Tarrafal, a Capo Verde, e imprigionato anche sul suolo patrio nelle famigerate carceri della polizia politica, dove è torturato. Ciononostante, l’attivista non cede e non tradisce i compagni di lotta, ma viene ugualmente espulso dal partito. Secondo le motivazioni burocratiche perché non ligio alla linea ortodossa imposta dal comitato centrale, molto più probabilmente a causa delle sue origini alto-borghesi, giudicate incompatibili con il profilo del militante comunista e, soprattutto, per via della sua omosessualità. Non alla propria, ma alle plurime voci di chi l’ha conosciuto è affidato il compito di dipanare un’indagine intorno alla vera identità del protagonista e, insieme, di raccontare il colonialismo oltremarino, la dissoluzione dell’impero, la lenta corrosione della presenza lusitana in Africa, il lato più oscuro della dittatura. Il “dizionario dei fiori” scritto in una lingua d’antan, che compare qua e là fra le pagine, riveste un valore allegorico ponendosi come immagine della vita con le sue biforcazioni, con i presenti possibili che si sovrappongono – mediati dal rimpianto e dalla nostalgia – all’unico presente reale, che è quello vissuto.

