Libri di Valerio Aiuti
Prova e ragionamento probatorio nel pensiero di Franco Cordero
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2026
pagine: 304
Franco Cordero (Cuneo, 1928 – Roma, 2020) è stato uno dei più grandi studiosi italiani del processo penale. Il 5 novembre 2024, l’Università di Roma Sapienza, nella quale ha insegnato dal 1976 al 2002, gli ha reso omaggio dedicando un convegno alla sua figura di studioso della prova penale e del ragionamento probatorio. A relatrici e relatori è stato affidato il compito di ricostruire il suo pensiero, anche in chiave filologica, per coglierne i profili di maggiore innovatività e misurarne l’influenza sulla successiva riflessione penalistica e processualistica. Il presente volume raccoglie gli atti del convegno, con il duplice intento di stimolare un confronto critico con le opinioni del grande Maestro cuneese e di offrire ai lettori meno esperti l’occasione per apprendere i fondamenti del diritto delle prove penali.
Contributo allo studio dell'appello penale. Tra principio di immediatezza e doppio grado di giurisdizione
Valerio Aiuti
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2023
pagine: 448
In un sistema accusatorio, fondato sull’oralità e l’immediatezza nella formazione della prova, come può il giudice d’appello ribaltare la sentenza di primo grado se le prove poste alla base della decisione non vengono nuovamente formate in via orale e immediata? Nella riflessione dogmatica e giurisprudenziale sono state sperimentate diverse soluzioni al quesito: dall’abolizionismo parziale, all’ampliamento delle occasioni di rinnovazione dibattimentale, al tentativo di irregimentare l’accesso al secondo grado di giurisdizione. Ognuna di queste riforme ha risentito del particolare clima culturale in cui è stata approvata, non ultimo quello legato alle pronunce con cui la Corte Europea dei Diritti Umani ha ritenuto in contrasto con le norme convenzionali un secondo grado di giudizio scritto, che si conclude con la condanna dell’imputato. Il presente volume tenta di offrire una risposta alla domanda, puntando soprattutto a chiarirne i quesiti di fondo: da un lato, l’idea che ciò che contraddistingue la valutazione della prova, in un sistema accusatorio, sia il “contatto diretto” tra di essa e il giudice (il “principio di immediatezza”), e che pertanto – in assenza di tale contatto – tale valutazione non potrebbe compiersi in modo autentico; dall’altro, l’idea che ciò che consente al secondo giudice di decidere meglio del primo non sia la possibilità di replicare gli stessi metodi cognitivi già sperimentati nel grado di giudizio precedente, bensì il confronto dialettico che tra la motivazione di primo grado e gli atti d’impugnazione egli è costretto ad istituire prima di poter decidere (il “doppio grado di giurisdizione”).

