Libri di Stefano Santoli
Fabbrica di sogni, deposito di incubi. Dieci anni di cinema USA. 2010-2019
Stefano Santoli
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2021
pagine: 248
Un viaggio di esplorazione fra trasformazioni, evoluzioni e nuove tendenze del cinema statunitense degli anni Dieci del XXI secolo. L'immersione sensoriale e il fotorealismo permessi dal digitale. La breve parabola del 3D e il consolidamento dell'impero Disney. L'omologazione e il successo del superhero movie. Il piano sequenza nel cinema mainstream. Il rinnovamento del western e il revival della fantascienza. Il Novecento come orizzonte mitico, tra celebrazioni americane e scavo alla ricerca delle radici del tradimento dell'american dream. La violenza che torna a rimandare alla realtà prima che al cinema. Il graduale superamento delle forme postmoderne. L'horror e la fantascienza specchio di mutamenti sociali, generazionali e di gender. Black Lives Matter e cinema afroamericano. Innovazioni di linguaggio, maturità e nuove sfide dei grandi autori, da Malick a Lynch, da Scorsese a P.T. Anderson. L'affermazione e le rivoluzioni dello streaming. Prefazione di Leonardo Gandini.
Lo schermo e il taccuino. Itinerari di un appassionato di cinema
Stefano Santoli
Libro
editore: Aracne
anno edizione: 2013
pagine: 236
"Santoli ha tracciato dei cammini. Accostando capolavori conclamati con produzioni degli ultimi anni. Relazionando grandi maestri con quasi esordienti. Ponendosi delle domande e cercando risposte, o, meglio, impostando le basi per risposte non definitive ma dialogiche. Identificando tematiche ('libertà', 'femminino', 'natura e civilizzazione', arrivando alle 'contaminazioni') e andando poi a ritrovare nelle opere le opzioni visive, le scelte stilistiche che caratterizzano il lavoro dei registi. Lo studioso, lo studente, il cultore, può farsi perfino da solo il suo cineforum, usando il 'taccuino' di Santoli come guida e come base per l'approfondimento, il dibattito: come si faceva una volta e si dovrebbe continuare a fare. Perché il cinema è rappresentazione del mondo, e viverlo significa simulare ogni tipo di esperienza, crescendo e confrontandosi. Meglio, allora, se si può contare, se si può fare affidamento su un attendibile e disponibile 'appassionato'." (Carlo Montanaro)

