Libri di Stefano Bisoffi
Forte Pozzacchio. Da sentinella a messaggero-Valmorbia-Werk. Vom Wächter zum Boten
Libro: Libro in brossura
editore: I.A.S.A. Edizioni
anno edizione: 2020
pagine: 136
Macchina da guerra scavata nella roccia per rubarne le sembianze, la titanica potenza. Vuoto armato che scruta, quasi furtivo, ogni respiro esterno. Capolavoro dell'ingegneria bellica di un'epoca che ha generato un conflitto così violento da meritarsi l'appellativo di "Grande Guerra", che oggi suona come un tragico monito. Opera bellica incompiuta, che le tragedie di questo immane conflitto non ha vissuto, ma solo spiato dall'angustia delle sue feritoie. Questo è Forte Pozzacchio, celebrato da Eugenio Montale, restaurato e restituito oggi a nuova vita dai territori di cui è parte inscindibile. Un'architettura pregiata, che all'antica funzione di difesa dal fuoco dei cannoni ha sostituito il compito, prezioso, di difendere la memoria, l'identità, la voglia di esprimersi e di crescere di una delle zone più pregiate del Trentino: le incantevoli pendici del Pasubio, i Comuni che le amministrano, le genti che lo abitano, le valli vicine, la città di Rovereto e i molti che vorranno farne meta di visite, di incontri, di quel fruire d'arte e di natura che è nelle sue nuove corde.
Gardumo 77/78 17/18. Un racconto in 40 immagini a 40 anni dagli scritti di Alessandro Cucagna
Guido Benedetti
Libro: Libro rilegato
editore: Autopubblicato
anno edizione: 2019
pagine: 128
A cavallo tra il 1977 e il 1978, il geografo triestino Alessandro Cucagna percorse la Valle di Gresta e annotò, su un taccuino rosso, i propri appunti. Guido Benedetti, tra il 2017 e il 2018, ha ripercorso a sua volta la valle registrando con la sua macchina fotografica l'evoluzione di quel territorio a quarant'anni di distanza. Il lavoro di ricerca, che ha prodotto circa 2000 fotografie, è stato condensato nelle quaranta immagini del libro alle quali sono stati affiancati i testi e le osservazioni che Alessandro Cucagna aveva riportato nel proprio taccuino quarant'anni prima. Come ricorda Stefano Bisoffi nella sua prefazione al libro “Il paesaggio è abitato dalla sua storia e viene riconsegnato allo sguardo dell'osservatore nella forma del ricordo e della sua trasformazione per vederlo, sentirlo e in qualche modo, viverlo da vicino, attraverso immagini che sono rappresentazione di luoghi, ricordi, suggestioni, rimasti impressi dal racconto d'un tempo trasportato al presente.”


