Libri di Sergio Tazzer
Vini dei monasteri. I monaci che salvarono la cultura della vite
Sergio Tazzer
Libro: Libro in brossura
editore: Kellermann Editore
anno edizione: 2024
pagine: 224
Intorno al V secolo, la vite aveva seguito le sorti dell'impero romano: era anch'essa andata in rovina. Grazie ai monasteri, al cristianesimo, si assistette alla rinascita della coltura della vite, curata dai patres vinearum, i padri della vigna, guidati dal prepositus, responsabile della cura delle viti e della cantina. Il vino ha una posizione speciale nel cristianesimo, è più di una semplice bevanda, grazie alla sua sfera sacra, essenziale nella liturgia della santa messa in virtù della transustanziazione, ossia la trasformazione del pane e del vino nella carne e nel sangue di Gesù Cristo. I monaci curarono la propagazione e la coltura della vite, la conseguente produzione del vino e la sua conservazione. Furono loro a introdurre il filare indipendente, a migliorare le tecniche viticole, a diffondere gli innesti. Realizzarono bonifiche, irrigazioni, disboscamenti, dissodamenti, debbi, sovesci, applicarono risolutamente la rotazione delle colture, impiegarono la concimazione, usarono la selezione delle sementi e delle razze animali, per quanto le conoscenze del tempo lo consentivano.
Pellico, turista per forza. In viaggio tra le prigioni di mezza Europa
Sergio Tazzer
Libro: Copertina morbida
editore: Kellermann Editore
anno edizione: 2022
pagine: 124
Nel 1822 a Venezia, Silvio Pellico veniva condannato a morte, e poi graziato dall'imperatore d'Austria Francesco I. L'anno precedente, accusato di cospirare contro l'autorità imperial-regia e di far parte di una società segreta, era stato arrestato a Milano, e rinchiuso nel carcere dell'ex convento di Santa Margherita. Lì iniziò il suo lungo viaggio, turista per forza, che lo portò a Venezia, nella prigione dei Piombi e poi in quella dell'Isola di San Michele, e infine a Brno (allora Brünn), a marcire in una cella dello Spielberg. Un lungo e penoso viaggio, in catene, dalla Lombardia al Veneto, dalla Patria del Friuli alla Carniola; e poi la Stiria, la Bassa Austria, la capitale imperiale Vienna, la Moravia. Pellico narrò con pietoso distacco la sua avventura nell'allora "best-seller" "Le mie prigioni", il quale - convenne il cancelliere Metternich - fece più male all'Austria di una battaglia perduta. Questo libro ricorda personaggi, aspetti e congiunture di vicende che rappresentarono una parte vitale ed emozionante della narrazione risorgimentale dell'Italia: per non dimenticare.

