Libri di Sebastian Künkler
Il ponte di Remagen. Le ragioni per ripensare la dottrina kantiana circa la prova cosmologica dell'esistenza di Dio
Maurizio Duce Castellazzo, Sebastian Künkler
Libro: Libro in brossura
editore: Vertigo
anno edizione: 2015
pagine: 76
Dai suoi albori la filosofia - e segnatamente la metafisica - si è sempre interrogata sull'esistenza di Dio, cercando per quanto possibile di fornirne una prova logica. In questo lavoro i due autori si pongono l'obiettivo di riprendere il discorso laddove è stato storicamente interrotto, ossia a partire dalla "dialettica trascendentale di Kant", contenuta nella "Critica della ragion pura", opera che più di altre ha costituito il fondamento dell'agnosticismo. Le argomentazioni fornite dagli autori, corroborate da un'analisi dettagliata di alcuni brani del testo kantiano - riproposti in nota anche in lingua originale - mirano a scardinare quei principi che sono stati per lungo tempo le colonne d'Ercole della riflessione metafisica e offrono interessanti spunti che potrebbero riaprire la strada alla possibilità di dimostrare l'esistenza di Dio.
Kant e la determinazione. Fondazione e anfibolia nella prima Critica
Sebastian Künkler
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2009
pagine: 208
Il volume si propone di rintracciare nel principio di ragion sufficiente (noto anche come principio di ragion determinante) una nuova strada di indagine interna alla Critica della ragion pura, che permetta di reperire giudizi sintetici anche all'interno dell'attività critica della ragione. Questa via di analisi muove dal principio critico noto come 'anfibolia della determinazione' che si ritrova sotto il nome di 'forma' in molteplici punti nodali della riflessione critica. La determinazione è un'attività riflettente che si ritrova sia sul piano estetico che su quello analitico e razionale. Ciò che ha stimolato la ricerca circa questo 'concetto-principio' è il fatto che Kant nella prima Critica gli attribuisce un senso ontologico molto particolare. Il filosofo di Königsberg 'definisce' l'essere stesso attraverso la determinazione: «L'essere evidentemente non è un predicato reale... Esso è semplicemente la posizione di una cosa o di certe determinazioni in se stesse».

