Libri di Pier Luigi Carci
I Prati del Popolo Romano. La partecipazione come sperimentazione per il progetto dello spazio urbano
Cinzia Bellone
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2021
pagine: 116
Testaccio, il rione storico di Roma, è un eccezionale laboratorio sociale e urbano. Qui convivono, in modo armonico, testimonianze dell'antichità (come il monte dei Cocci o l'Emporium) e le tracce, più recenti, dell'urbanizzazione industriale della fine del XIX secolo (l'ex mattatoio). Oggi, nel rione, le grandi architetture industriali, i laboratori artigianali e i magazzini realizzati all'inizio del XX secolo hanno perso la loro funzione originaria e si sono trasformati in musei, centri universitari, spazi per incontri sociali e locali notturni. E tuttavia Testaccio, forse più di altre zone, ha resistito alla progressiva gentrificazione del centro storico di Roma, riuscendo a preservare la sua originaria anima popolare. In un contesto così delicato, il processo partecipativo “I Prati del Popolo Romano” per il ripristino di un impianto sportivo nell'area in precedenza occupata dall'ex campo di calcio della Roma, costituisce per gli autori una particolare sperimentazione: l'obiettivo è non solo quello di acquisire conoscenza riguardo alla partecipazione come strumento tecnico e fenomeno sociale (e, quindi, a fini di ricerca) ma anche quello di fornire un supporto, squisitamente tecnico e assolutamente terzo, nella fase di confronto tra l'Amministrazione comunale e gli attori sociali nella formulazione di idee e proposte dal basso.
La qualificazione urbana dal piano al progetto. Verso una nuova forma di piano
Pier Luigi Carci
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2006
pagine: 127
Obiettivo è quello di individuare un possibile percorso finalizzato a definire una metodologia per la pianificazione della qualificazione urbana, in rapporto sia alla molteplicità dei temi, sia della complessa articolazione degli strumenti urbanistici esecutivi ad oggi utilizzabili. La moltitudine dei piani introdotti, a causa della trasformazione dell'ordinamento istituzionale del Paese, richiede ormai una razionalizzazione necessaria per trovare un ordine alla complessità di strumenti, che determina incoerenze, contraddizioni e sovrapposizioni, che spesso ne vanificano le potenzialità. Purtroppo le difficoltà che esistono nella distinzione esatta dei contenuti dei piani, sembrano in sostanza confermare: l'esigenza dell'unicità della disciplina, in relazione alla complessità delle problematiche insite nei vari processi di trasformazione urbana ed alle distinte scale d'intervento. Se la coerenza tra le diverse scale è la condizione indispensabile per ricondurre all'unità i tanti fattori in gioco, è necessario enucleare dalla pluralità degli strumenti urbanistici attuali, quelli che si pongono come necessari al fine di uno sviluppo ordinato del territorio e della salvaguardia e della valorizzazione del suo patrimonio sociale, economico, storico e naturale.

