Libri di Paolo Luigi Branca
Bisanzio. Mille anni di storia e civiltà
Emilio Vaccaro
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2019
pagine: 108
La bizantinistica ha vissuto un lungo periodo in cui il suo oggetto di interesse è stato visto in modo riduttivo, perpetrando l'idea che il millennio bizantino sia stato sostanzialmente un periodo di decadenza da parte di una civiltà estenuata, che viveva di cerimoniali e di formalismi. La considerazione negativa di Bisanzio si è basata su luoghi comuni radicati, dovuti a diversi fattori tra i quali l'idiosincrasia della Chiesa cattolica, l'illuminismo antioscurantista e il mito della Roma antica. Superando le immagini stereotipate che per diversi motivi la storia aveva depositato su Bisanzio, la storiografia contemporanea è riuscita nel compito arduo e affascinante di risvegliare l'interesse per la civiltà bizantina, riconoscendone l'azione di conservazione dell'antichità classica, senza la quale l'Europa non sarebbe mai cresciuta sulle basi di quella matrice culturale umanistica che la contraddistingue. Prefazione di Paolo Luigi Branca.
Vicolo del mortaio
Nagib Mahfuz
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2018
pagine: 251
"Vicolo del mortaio" è la descrizione, lievemente ironica e distaccata, della vita quotidiana che si svolge in un vicolo del Cairo, durante la seconda guerra mondiale. Mahfuz ci offre il vivido ritratto di un’umanità dolente, spesso molto misera: lo sfruttatore di mendicanti che procura mutilazioni definitive dietro compenso; il proprietario del caffè, esacerbato da un’inclinazione omosessuale e dall’assuefazione alla droga; il giovane barbiere che vuole santificare il suo amore per il Vicolo attraverso quello per una ragazza, Hamida; e poi Hamida stessa, nella cui volontà di fuga dallo squallore del suo quartiere natio è adombrata la ribellione radicale, l’impronta di un eterno e universale “esser-giovani”, in opposizione a ogni forma di immobilità. Mahfuz rappresenta tutto ciò con semplicità e insieme con esotica raffinatezza, dosando i dialoghi e i momenti di riflessione in modo da lasciare sempre un varco tra un episodio e l’altro. In ultimo, è la vita, nella sua nudità essenziale e drammatica, a imporsi a tutti come una sorta di riequilibratore deus ex machina.

