Libri di P. Corti
Donne e libere professioni. Il Piemonte del Novecento
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2007
pagine: 400
All'incremento della presenza femminile nelle iscrizioni universitarie e nelle lauree verificatosi nel corso del Novecento si è accompagnata un'analoga crescita in attività e professioni caratterizzate da prestigio e gestione del potere? Quando le donne sono entrate nelle professioni liberali, quali sono state le modalità del loro reclutamento e i processi interni alle carriere? Quali sono state le peculiarità femminili nelle specializzazioni professionali, nei livelli di retribuzione, nelle gerarchie interne ai settori di attività? Quale ruolo ha svolto la famiglia d'origine e quali sono stati i rapporti fra lavoro e vita coniugale? Sono domande, queste, che ancora non hanno trovato una risposta in uno studio sistematico né a livello nazionale né regionale. Partendo dal Piemonte, e con un continuo confronto con il quadro italiano e internazionale, in questo volume si è cercato di rispondere a tali interrogativi analizzando le tappe più significative del secolo scorso. Le ricerche svolte permettono di confermare opinioni e giudizi consolidati, e di individuare spiragli di novità. I risultati più inediti smentiscono alcuni stereotipi sulla società italiana relativi alla presenza delle donne nelle professioni, alla percezione della società nei loro confronti, al funzionamento del welfare e perfino al ruolo svolto dalla famiglia.
Storia d'Italia. Annali. Volume Vol. 24
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: XLVI-803
Questo nuovo "Annale" della "Storia d'Italia" dedicato alle Migrazioni prende spunto da due considerazioni di fondo. La prima considerazione è la rilevanza che nel lungo periodo i processi di emigrazione e di immigrazione hanno avuto nella storia italiana. Innanzi tutto è stata la posizione strategica nel Mediterraneo a rendere l'Italia uno dei nodi di quell'intensa mobilità che ha conferito unitarietà culturale alle civiltà del grande bacino marino. In secondo luogo è stata la dinamica demografica esistente nelle aree di frontiera settentrionali a conferire all'Italia un altro rilevante ruolo strategico. Le Alpi, ritenute a lungo una frontiera-barriera, nelle ricerche più recenti si sono rivelate l'altro grande spazio di comunicazione e di scambio, in virtù della radicata mobilità delle popolazioni locali. In terzo luogo è stata l'incessante mobilità interna che, nonostante la reiterata frammentazione politica del paese, ha caratterizzato i rapporti fra diverse realtà, mettendo costantemente in contatto le popolazioni di differenti aree economiche e sociali. E infine, a conferire un altro ruolo decisivo all'Italia è stato il contributo predominante che in termini quantitativi il nostro paese ha fornito alle grandi emigrazioni europee otto-novecentesche. La seconda considerazione investe l'attualità che i fenomeni di emigrazione e immigrazione hanno assunto oggi, nel breve periodo, sotto lo stimolo delle tendenze affermatesi negli ultimi venti anni.

