Libri di Nazim Hikmet
Poesie d'amore e di lotta
Nazim Hikmet
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 432
Figura inconfondibile nel panorama della poesia del Novecento, autore amatissimo dal pubblico e insieme capace di esprimere nei suoi versi un'autentica quanto naturale originalità, Nâzim Hikmet ci è qui proposto in un'ampia antologia curata da Giampiero Bellingeri e tradotta dallo stesso Bellingeri con Fabrizio Beltrami e Francesco Boraldo. Poesie d'amore e di lotta ci consente di percorrere l'intero cammino del poeta turco che nella sua opera realizza, fin dai primi passi, un ampio canto d'amore nel senso più aperto, e dunque dall'amore per la donna a quello per la sua terra e per la sua gente, ma anche per l'esistere, che pure gli riserva prove durissime, come l'esilio e un lungo periodo di prigionia. Ma la sua viva e coinvolgente tensione lirica, espressa anche su registri epici o in movimenti narrativi, gli consente uno sguardo sensibilissimo sul reale, passando dalla minuzia del suo pur complesso manifestarsi, anche nella quotidianità variamente vissuta, al pensiero dinamico sul senso dell'esistenza. E comunque straordinaria e rara è la sua capacità di muoversi con disinvoltura su terreni tematici diversi, dall'impegno politico e civile all'inquietante infiltrarsi alla coscienza della provvisorietà del vivere. Tutto questo nella piena consapevolezza del proprio procedere nell'arte della scrittura, che gli farà dire, in un'intervista del 1937: «In poesia, voglio arrivare al realismo complesso, dialettico». Come scrive nel suo decisivo saggio Giampiero Bellingeri, domina nell'opera di Hikmet, non meno che nella sua umana figura toccata da storiche circostanze drammatiche, «una anelata comprensione del mondo, dei moti del mondo popolato dalle diverse persone [...] seguendo esclusivamente i moti dell'animo, i richiami formali dei versi, i dettami ideologici». "Poesie d'amore e di lotta" ci offre dunque una preziosa occasione per riconnetterci con l'immutata grazia lieve della parola di Hikmet, un autore che sa pescare in profondo con la semplicità naturale che è solo della grande poesia.
Poesie d'amore
Nazim Hikmet
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 240
Una poesia d'amore è, per Nâzim Hikmet, un nucleo di emotività e di pensiero in cui occorre fondere tutti gli aspetti della vita. Poeta d'amore e contemporaneamente poeta di battaglie, la forza dei suoi versi, lontanissimi dal cliché del lirismo erotico, risiede proprio in un'inesausta partecipazione a tutto ciò che accade nel mondo. È così che, in un dettato poetico incandescente, nato dall'incontro tra dolcezza orientale e moderna asprezza dei ritmi occidentali, due culture e due modi di vivere si uniscono, in composizioni d'amore che sono sintesi magnifiche di due facce – quella lirica e quella epica – della personalità di Hikmet e di ogni uomo.
Gran bella cosa è vivere, miei cari
Nazim Hikmet
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2023
pagine: 264
Isolato in una capanna dell'Anatolia, morso da un cane rabbioso, Ahmet attende la fine del periodo di incubazione lasciandosi andare alle intermittenze della memoria e del cuore. È lui il narratore di "Gran bella cosa è vivere, miei cari" (1962), la cui gestazione ha accompagnato a lungo la vita di Hikmet. Pur trattandosi di un'opera di fiction, le vicende raccontate attingono all'esperienza personale dell'autore: sua è la voce di Ahmet, così come quella di un altro io che gli si alterna, in un sublime gioco di proiezioni e riflessi narrativi; suo soprattutto il "materiale di vita" che si accumula, gli squarci dell'infanzia, i momenti di attivismo politico, le sofferenze dell'esilio; suo l'incancellabile ricordo di un'amatissima donna, Anuška, sfuggente e contesa. Ma definire questo romanzo semplicemente autobiografico sarebbe oltremodo riduttivo, perché scorre nelle sue pagine una forza creativa che attinge alla poesia di Hikmet e a tutta la sua opera, in un singolare procedimento che, con felice intuizione, nella sua postfazione Giampiero Bellingeri definisce "autobibliografico".

