Libri di Natascia Barrale
Scambi accademici italo-tedeschi (1922-1945)
Libro
editore: Istituto Italiano di Studi Germanici
anno edizione: 2025
Il volume esplora la natura degli scambi accademici tra Italia e Germania dal 1922 al 1945 e analizza le ricadute del travagliato contesto storico del tempo sulle traiettorie biografiche e professionali di numerosi docenti, lettori e intellettuali. I punti di contatto e gli sviluppi comuni che emergono delineano un quadro fatto di influenze reciproche in diversi ambiti del sapere, dalla storia alla filosofia, dalla germanistica all’italianistica, con incursioni in campi artistici extra-accademici, come il mondo della musica e la storia del teatro. Vengono indagate in particolare le modalità con cui gli incarichi di insegnamento e di lettorato, le borse di studio e i soggiorni di ricerca nell’uno e nell’altro Paese siano stati condizionati dall’evolversi dei rapporti politici italo-tedeschi e da alcuni momenti cruciali della storia europea, dall’ascesa del fascismo e del nazionalsocialismo alle leggi razziali, dall’Asse Roma-Berlino all’Accordo culturale del novembre 1938, dal Patto d’Acciaio fino alla fine della Seconda guerra mondiale.
Le traduzioni di narrativa tedesca durante il fascismo
Natascia Barrale
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2012
pagine: 307
Tra la fine degli anni Venti e la prima metà degli anni Trenta del secolo scorso il campo letterario italiano apre i propri confini alla narrativa straniera del tempo. Tra i volumi che si impongono all'attenzione dei lettori si distingue la presenza massiccia della prosa contemporanea tedesca, che giunge sugli scaffali delle librerie italiane incontrando il favore del grande pubblico. Dietro le quinte della vita editoriale sotto il regime fascista, le vicende di scoperta e di proposta, di censura, di autocensura o di autorizzazione delle traduzioni dalla narrativa tedesca descrivono un interessante - e a volte sorprendente - itinerario delle forme e dei modi in cui innumerevoli romanzi stranieri furono recepiti dai lettori italiani tra accuse di esterofilia e incipienti imposizioni di autarchia culturale. Oltre a delineare così un capitolo decisivo della storia dell'editoria italiana durante il fascismo come parte del più generale rapporto tra intellettuali e potere, l'autrice analizza una campionatura di traduzioni rappresentative dei generi letterari di maggior successo del tempo - romanzo al femminile, romanzo di guerra e romanzo di ambientazione metropolitana - offrendo anche un contributo filologico-testuale al dibattito traduttologico in corso. Spostando lo sguardo sui testi, tramite l'affiancamento di tre opere (di Vicki Baum, Arnold Zweig e Hans Fallada) con le rispettive traduzioni italiane, l'analisi comparativa sottopone a verifica i criteri di traduzione.

