Libri di Matteo Brenta
Il matto, la luna e l'invisibile
Matteo Brenta
Libro: Libro in brossura
editore: Vertigo
anno edizione: 2019
pagine: 164
Tre commedie spiritualiste divertenti dedicate al tema della diversità. Chi è il vero matto? Colui che non solleva mai la vista dai suoi bisogni materiali, o chi alza lo sguardo all'universo trovandovi il suo punto di partenza e arrivo? Scritte originariamente in brasiliano, poi tradotte in italiano dall'autore, riecheggiano il surrealismo di una cultura che dà per scontata la presenza dello o degli spiriti tra noi esseri umani.
L'equilibrista. I primi trent'anni
Matteo Brenta
Libro: Copertina morbida
editore: ilmiolibro self publishing
anno edizione: 2017
pagine: 204
I primi trent'anni di vita di un immaginario eroe popolare italo brasiliano, Luigi Lucchesi, nato nelle campagne pisane nel 1938, morto a Porto Alegre settantadue anni dopo. Partendo dal piccolissimo furto commesso a soli sei anni per aiutare il nonno, sino all'inizio della sua popolarità, passando tra audaci opere di giustizia, spericolati equilibrismi, fughe, arresti e torture. Il primo dopoguerra italiano, la vita di "sans papiers" a Marsiglia, l'ipocrita opulenza dell'alta borghesia brasiliana, la vitalità degli emigrati italiani e la ferocia della dittatura militare, fanno da sfondo al suo ineluttabile destino. Lo hanno chiamato in tanti modi, ladro, benefattore, anarchico, ladro dei ladri, ma lui si definiva un equilibratore, un livellatore equilibrista.
L'equilibrista. I primi trent'anni
Matteo Brenta
Libro: Copertina morbida
editore: ilmiolibro self publishing
anno edizione: 2016
pagine: 200
Primo volume: I primi trent'anni di vita di un immaginario eroe popolare italo brasiliano, Luigi Lucchesi, nato nelle campagne pisane nel 1938, morto a Porto Alegre settantadue anni dopo. Partendo dal piccolissimo furto commesso a soli sei anni per aiutare il nonno, sino all'inizio della sua popolarità, passando tra audaci opere di giustizia, spericolati equilibrismi, fughe, arresti e torture. Il primo dopoguerra italiano, la vita di "sans papiers" a Marsiglia, l'ipocrita opulenza dell'alta borghesia brasiliana, la vitalità degli emigrati italiani e la ferocia della dittatura militare, fanno da sfondo al suo ineluttabile destino. Lo hanno chiamato in tanti modi, ladro, benefattore, anarchico, ladro dei ladri, ma lui si definiva un equilibratore, un livellatore equilibrista.

