Libri di M. Cucchi
La pioggia e il bel tempo. Testo francese a fronte
Jacques Prévert
Libro: Copertina morbida
editore: Guanda
anno edizione: 2019
pagine: 344
«Quella di Prévert è stata, ed è ancora, la parola astuta e accattivante, sciolta, estrosa, un po' ribelle; colorita, distratta, ironica, sprecata... La parola che la gente aspetta, senza saperlo con chiarezza, di ascoltare. Ma per arrivare a pronunciarla occorre un talento speciale, un dono, una particolare forma di saggezza elementare che resiste alla base. E che lo rende consapevole - nel suo essere osservatore stravagante e umile del mondo, sempre aperto e capace di meraviglia - di quanto la pienezza vera del reale risieda nella contemporanea presenza, tra le cose, di sogno e mistero, di desiderio e oblio.» (Dall'Introduzione di Maurizio Cucchi)
Poesie
Marta Fabiani
Libro: Copertina rigida
editore: San Marco dei Giustiniani
anno edizione: 1985
pagine: 102
Poeti italiani del secondo Novecento. 1945-1995
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1994
pagine: 1336
Romanzi e racconti. Volume Vol. 2
Stendhal
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2002
pagine: XLIII-1425
In questo volume, curato da Mariella Di Maio, trovano posto opere incompiute di grande interesse: l'ampio romanzo di costume "Lucien Luwen" e dieci opere narrative incompiute. Inoltre viene presentata la prefazione che Paul Valery scrisse a Lucien Leuwen e che testimonia l'interesse che l'opera stendhaliana ha sempre riscosso.
Romanzi e racconti. Volume Vol. 3
Stendhal
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2008
pagine: XLII-1535
Questo terzo volume della raccolta dell'opera narrativa di Stendhal, con nuove traduzioni, contiene "La Certosa di Parma", e due opere meno note al lettore italiano, ma tutt'altro che minori o meno ricche d'interesse: le "Cronache italiane" e "Lamiel". Se la ricchezza spirituale, l'acuta intelligenza e l'ironia della Certosa sono bene note; la stessa conoscenza e passione per lo spirito e il carattere italiano, continuamente contrapposti a quelli francesi, percorrono le "Cronache", nate dalla riscrittura di storie trovate in antichi manoscritti. Nel caso delle "Cronache italiane", gli antichi manoscritti esistevano realmente, e il Meridiano ne offre in appendice il testo originale, permettendo così di apprezzare l'enorme lavoro di stile e di fantasia messo in atto da Stendhal, nel servirsene e insieme nell'allontanarsene. "Lamiel", romanzo incompiuto, al quale l'autore lavorò fra il 1839 e il 1840 con nuove revisioni nel marzo 1842, pochi giorni prima di morire, è di una modernità straordinaria e presenta una giovane che cerca nella libertà da ogni morale precostituita, anche sessuale, la propria emancipazione e la realizzazione della propria personalità.
La simmetria del gheriglio
Laura Garavaglia
Libro: Libro in brossura
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2012
pagine: 80
In questi suoi versi, che vengono a costituire un vero e proprio libro organico, efficace anche nel progetto, nel quadro dei suoi rimandi e delle sue simmetrie interne, Laura Garavaglia parrebbe muoversi in oscillazione tra due poli imprescindibili: da una parte un vivo desiderio di conoscenza autentica, non banale, non realizzata su moduli preesistenti; dall’altra il vibrare dell’emozione o dell’ansia, dell’angoscia, a tratti, o della gioia a volte, dell’esserci. Come dire, in fondo, che nell’onestà della reale esperienza personale, il poeta può coniugare intelligenza del mondo e slancio (o approfondimento) lirico. Non è facile, s’intende, ma Garavaglia si serve, con umiltà e passione al tempo stesso, di un nuovo importante strumento, poco praticato, in genere, dai poeti: quello della parola scientifica, in grado di proporre strade di apertura pressoché inedite all’espressione letteraria e in grado di offrire spunti linguistici, metafore implicite, similitudini, di eccezionale risalto e novità. Verosimilmente si tratta di una via destinata a sempre maggiore successo e, in questo, Garavaglia riesce a porsi in una posizione, se non di avanguardia, di molto evidente tempestività.
Mediterraneo. Un viaggio poetico. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2013
pagine: 64
I poeti si immergono volentieri nel paesaggio, se ne lasciano attrarre, lo perlustrano volentieri, ne traggono spesso materia e spunti. E quando il paesaggio presenta la varietà, le meraviglie naturali e il deposito storico del Mediterraneo, il meccanismo si perfeziona e il rapporto tra i luoghi e la poesia diviene naturale. In questa antologia sono proposti testi di autori diversi, per generazione e per orientamento culturale: Cristina Annino, Davide Paolo Bianco, Rosita Copioli, Maurizio Cucchi, Lucrezia Lerro e Amos Mattio. Ognuno di loro ha reagito con la propria sensibilità e il proprio pensiero alle suggestioni del paesaggio, fra terra e mare, in un giro apertissimo d'orizzonte, in una ambientazione geografica dai caratteri molteplici. Qualcosa, quindi, di molto stimolante per la fantasia del viaggiatore, che potrà confrontarsi con gli estri dei poeti per i luoghi che conosce o farsi guidare idealmente in altri ambienti che ancora non conosce.
Poesia italiana. L'Ottocento
Libro
editore: Lampi di Stampa
anno edizione: 1999
pagine: XLVIII-512
Il volume, curato da Maurizio Cucchi, ripercorre la produzione poetica italiana ottocentesca, da Vincenzo Monti a Giovanni Berchet, da Niccolò Tommaseo a Emilio Praga, da Arrigo Boito a Edmondo De Amicis, da Arturo Graf a Pompeo Bettini. Riproduzione a richiesta dell'edizione: Garzanti, 1978 (I Grandi libri 212)
Il freddo e il crudele
Mary Barbara Tolusso
Libro: Libro in brossura
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2012
pagine: 84
Il primo dato che emerge e si impone, dalla lettura di "Il freddo e il crudele" di Mary Barbara Tolusso è il rigore intellettuale acuto, a volte persino capace di passare dall’ironico al beffardo, con il quale l’autrice ci consegna una sua particolarissima analisi e testimonianza del senso dell’esistere. Un senso che sembra dominato, peraltro, dalla presenza del corpo, reiterata e a volte quasi oscena nella sua ineluttabilità. Ed è tale la frequenza ossessiva, tematica, appunto, del corpo, che la prima, inevitabile considerazione che viene alla mente è che Mary Barbara Tolusso tenda a portarne all’esasperazione la presenza come per la volontà, infine, di potersene liberare… Insomma, come se il suo continuo riportarne in pagina le diverse prospettive da cui considerare o visionare o veder agire la propria fisicità non fosse che una nuova variante di un tema chiave, di un topos non solo letterario: quello della prigione del corpo. Ma la nostra poetessa è troppo accorta e sottile per cadere nella trappola, per dar luogo all’ennesimo lamento. E infatti, nel suo dominio, la corporeità vive nel testo autenticamente, conferisce esperienza fondante, produce vitalità e soddisfazione.
Madrid
Cristina Annino
Libro: Libro in brossura
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2013
pagine: 108
A quel tempo, che ormai ci sembra così lontano, e che è solo il tempo del 1987, la poesia di Cristina Annino si era imposta ai lettori più diversi, ma più attenti - come Giovanni Giudici e Antonio Porta in particolare - per la sua originalità totale, per la sua autonomia piena, evidente rispetto alle linee di tendenza maggiori del tempo e dalla stessa sperimentazione ancora parzialmente in atto. Come dire che i suoi versi e componimenti si presentavano del tutto irriducibili alla rassicurante chiarezza dell'ordinario linguaggio della comunicazione. Eppure il suo testo non si avvale di nessun trucco letterario, è del tutto estraneo agli aromi e alle suggestioni del "poetese". È, al contrario, un testo che si compone di parole che sembrano cose e si realizza in un tono e in un lessico di plausibilissima estrazione medio prosastica, o decisamente prosaica. Il modo migliore di affrontarlo, dunque, è quello di lasciarsene catturare, di entrare con piena disponibilità nella sua logica speciale, di visitarne il dettaglio con l'abbandono e la cura con cui si perlustra un umanissimo ambiente quotidiano.
La gentilessa
Vivian Lamarque
Libro: Libro in brossura
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2019
pagine: 72
Una piacevolissima sorpresa, questa che ha voluto offrirci Vivian Lamarque con le sue poesie in milanese, che ce ne conferma la gentilezza del cuore, la sensibilità, i momenti di tenerezza e strazio che già la sua poesia in lingua ha saputo darci tanto spesso e tanto bene. Non si tratta di versi recentissimi, non nascono dall'esigenza di rinnovarsi manipolando un'altra lingua, un dialetto ormai usato da pochissimi in poesia. Questi testi risalgono a molti anni fa, quasi agli esordi della sua poesia. Nata in Trentino, Vivian è milanesissima di adozione e l'uso del milanese è un tentativo naturale di portarsi a una condizione primaria di innocenza e attraverso una lingua che non è materna, ma sicuramente legata al primissimo sentire, alla parola che sboccia nella testa nell'infanzia. In uno di questi testi – davvero commoventi e sempre delicatissimi – l'autrice chiede al padre di farle fare un giro in bicicletta perché si vede bambina: « gh'oo ses an / pesi minga tant, papà» [«ho sei anni, / non peso tanto, papà»]. La tenerezza – ai limiti dell'improvviso sciogliersi in magone – di queste poesie in dialetto è un segno di coerenza rispetto alla sua intera opera anche successiva.

