Libri di Isabella Amico di Meane
Falso contatto
Wolf Haas
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 208
Franz Escher, un appassionato di puzzle viennese, sta aspettando l’elettricista. Per ingannare l’attesa apre un libro e incomincia a leggere. Elio Russo, un criminale pentito, sta aspettando di uscire dal carcere e assumere una nuova identità. Temendo che qualcuno lo ammazzi sul più bello, nell’attesa apre un libro e incomincia a leggere… In un gioco letterario avvincente, due romanzi gialli si incastrano l’uno dentro l’altro come tessere di un puzzle. Quale sarà il quadro finale? Aprite il libro e incominciate a leggere. Franz Escher è un oratore funebre viennese dalle tendenze solitarie. La sua grande passione nella vita sono i puzzle, soprattutto quelli che riproducono dipinti famosi, di cui possiede una vasta collezione. Vorrebbe che anche la vita funzionasse così, come un puzzle, un congegno controllabile dai contorni ben definiti. Quando un gesto distratto lo porta ad affrontare conseguenze più grandi di lui, l’effetto è esilarante. Per cavarsela dovrà perfino riallacciare i rapporti con la dottoressa Nellie Wieselburger, una collega un po’ invadente e dal collo bellissimo con cui ha un conto in sospeso. Elio Russo è un pentito sul punto di uscire di prigione e cominciare una nuova vita in Germania sotto il nome di Marko Steiner. Un uomo di grande astuzia e abilità, anche linguistica, capace di reinventarsi in tutte le situazioni che la vita gli pone davanti e di trarsi d’impaccio con la facilità con cui si dice «abracadabra». Per proteggere il suo segreto sceglie la solitudine, fino a quando non incontra Gabi, una donna con un viso d’altri tempi che gli ricorda un amore passato, e i segreti si moltiplicano. Per un falso contatto, un libro (o forse due) e la curiosità travolgente di Alla, la figlia quattordicenne di Marko Steiner, le storie di questi due uomini così diversi fra loro si rincorrono da una pagina all’altra in un meccanismo serratissimo e molto, molto divertente, che Wolf Haas conduce con un virtuosismo da maestro. Chi legge prova lo stesso tipo di meraviglia che suscita la famosa opera dell’incisore olandese Escher, non a caso omonimo del protagonista, in cui una mano disegna l’altra. Ma oltre allo stupore il romanzo procura tutto il gusto della suspense, in una narrazione ricca di colpi di scena, omicidi, inseguimenti e scambi di persona. “Falso contatto” è un capolavoro di ingegnosità e intrattenimento, un giallo a cui abbandonarsi con un piacere quasi fanciullesco, un puzzle letterario che crea dipendenza.
Febbraio 1933. L'inverno della letteratura
Uwe Wittstock
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 304
Un mese. Tanto basta perché dal conferimento dell’incarico di cancelliere a Hitler si arrivi al decreto che elimina di colpo i diritti civili. Nella vorticosa e drammatica ricostruzione di giorni decisivi per la storia europea e mondiale, Uwe Wittstock si mette sulle tracce di trentatré personaggi della scena letteraria e artistica tedesca, imbastendo un’efficace trama di luoghi, volti e voci che raccontano come la vivace realtà di Weimar abbia ceduto il passo a un momento tra i più bui del secolo scorso. Da Thomas Mann a Else Lasker-Schüler, da Bertolt Brecht ad Alfred Döblin, da Erich Maria Remarque a George Grosz, dalle pagine di diari, testimonianze e lettere, traspare la lenta e inesorabile avanzata verso una morte annunciata, quella di un’intera società che, col senno di poi, incredibilmente nessuno sembra aver previsto.
Berlino, addio
Gabriele Tergit
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 760
La magnifica festa del 30 gennaio 1933 sarebbe stata ricordata negli anni a venire come l’ultima occasione in cui si erano ritrovati tutti insieme. Fu un momento scintillante e al tempo stesso un commiato: la Berlino della comunità ebraica, con la sua vivacissima, brulicante polifonia, era perduta per sempre. Dopo il grande successo de “Gli Effinger”, Gabriele Tergit narra le vicende di cinque famiglie berlinesi sradicate dalla ferocia della storia del Novecento. Quella sera c’erano gli Stern e i Kollmann, i Mayer e gli Jacoby, c’era il generale von Rumke, il caporedattore del «Berliner Rundshau» Stephan Heye oltre a una variopinta schiera di personaggi minori. Alcuni erano esponenti delle famiglie più in vista, altri di ceti più modesti. Hitler era appena stato nominato cancelliere e le loro vite non sarebbero più state le stesse. Praga oppure Parigi, Londra o gli Stati Uniti, queste le destinazioni dove chi riuscì a fuggire avrebbe trovato riparo. Era la fine di un’epoca e di tutto un mondo. Dall’Impero alla Prima guerra mondiale, passando per la Repubblica di Weimar e il Terzo Reich, fino al secondo dopoguerra, “Berlino, addio” ritrae tre generazioni di tedeschi con il respiro di un’epopea e l’attenzione ai destini individuali di un classico del Novecento.
Febbraio 1933. L'inverno della letteratura
Uwe Wittstock
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2023
pagine: 304
Un mese. Tanto basta perché dal conferimento dell’incarico di cancelliere a Hitler si arrivi al decreto che elimina di colpo i diritti civili. Nella vorticosa e drammatica ricostruzione di giorni decisivi per la storia europea e mondiale, Uwe Wittstock si mette sulle tracce di trentatré personaggi della scena letteraria e artistica tedesca, imbastendo un’efficace trama di luoghi, volti e voci che raccontano come la vivace realtà di Weimar abbia ceduto il passo a un momento tra i più bui del secolo scorso. Da Thomas Mann a Else Lasker-Schüler, da Bertolt Brecht ad Alfred Döblin, da Erich Maria Remarque a George Grosz, dalle pagine di diari, testimonianze e lettere, traspare la lenta e inesorabile avanzata verso una morte annunciata, quella di una intera società che, col senno di poi, incredibilmente nessuno sembra aver previsto. Un paesaggio di sentimenti, pulsioni e avvenimenti in cui affiora l’umanità di scrittori, artisti, editori, galleristi e attori che si divisero tra chi riconobbe immediatamente il pericolo e coloro per i quali l’esitazione iniziale si sarebbe rivelata fatale. Se Bertolt Brecht reagisce con spirito battagliero, Erich Maria Remarque sale a bordo della sua auto sportiva e parte alla volta del confine svizzero: rivedrà il suo paese solo vent’anni dopo. Il «reporter scatenato» Erwin Kisch, certo della vittoria del comunismo nella lotta per il potere, arriva a Berlino per raccontare dal vivo il clima politico. Mentre i nazisti opprimono la Germania con il loro spudorato antisemitismo, Else Lasker-Schüler celebra in un suo dramma la riconciliazione tra le religioni. Dagli echi pericolosamente familiari di quello che non fu soltanto un lungo inverno per la letteratura, ma per la civiltà, attraverso il precipitare di eventi e pensieri, emerge una consapevolezza: «quanto siano preziosi la democrazia e il diritto diventa evidente appena iniziano a scomparire». In una società sull’orlo dell’abisso, di fronte a una catastrofe sfuggita a ogni previsione, quale può essere il ruolo di artisti e letterati? A quali poteri e strumenti far ricorso per difendere la libertà di espressione dall’avanzata del fanatismo politico? Dalla viva voce di protagonisti dell’epoca, il racconto del mese in cui la Germania precipitò in un feroce regime dittatoriale
Artisti della sopravvivenza. Sessanta vignette letterarie del Novecento
Hans Magnus Enzensberger
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 184
«Innumerevoli sono gli scrittori che, nel corso del Novecento, sono sopravvissuti a terrore di Stato ed epurazioni, con tutte le ambivalenze morali e politiche che questo ha comportato. Ma come sono andate davvero le cose? Erano forse troppo saldi per capitolare di fronte al potere? Devono la sopravvivenza alla loro accortezza o piuttosto alla loro intelligenza, alle loro conoscenze o alla loro abilità tattica? Sono scampati alla prigione, al campo di concentramento o alla morte per via di fortunate coincidenze che rasentano il portentoso o grazie a strategie che spaziano dalla ruffianeria al camuffamento?» Certo, i posteri sono svelti a trinciare giudizi, definendo gli uni «vigliacchi, approfittatori, imboscati od opportunisti» e tributando ad altri ammirazione per la loro fermezza. Ma il panorama è troppo variegato per ogni distinzione manichea. Mentre a proteggere taluni scrittori era la fama internazionale, ci fu chi optò per un'esistenza isolata e poco appariscente. Certi riuscirono a emigrare, seppure talvolta con esito fatale. In tanti poi si tolsero la vita. Fra i molti che sopravvissero, Enzensberger ne sceglie sessanta e, in altrettante «vignette letterarie» – da Gabriele D'Annunzio a Gor´kij, da Gertrude Stein a Fernando Pessoa, da Sartre a Gabriel García Márquez – , ne fornisce brevi ritratti caustici e personalissimi.

