Libri di Giulio Segato
Winning hearts and minds. Poesie di reduci del Vietnam
Libro: Libro in brossura
editore: Urbino University Press
anno edizione: 2025
L'espressione "winning hearts and minds" del titolo, un chiaro riferimento a una frase proferita dal Presidente Lyndon B. Johnson in relazione alla policy militare che gli Stati Uniti avrebbero adottato nei confronti del Vietnam, diventa nelle mani dei tre curatori uno strumento trasgressivo per criticare l'ipocrita ideologia militare che reinterpreta le atrocità compiute come una guerra giusta di pacificazione e a cui i soldati, anche quando non interventisti, sono inevitabilmente sottoposti. Queste poesie, pertanto, nascono sia dall'intenzione di denunciare e opporsi a quella che i curatori originari definiscono la pazzia della nazione, sia con l'intento di pacificare gli animi dei reduci, soldati al contempo vittime e carnefici a tutti gli effetti, con l'obiettivo di vincere e domare mente e cuore dell'intera nazione.
Rumore
Bruce Weigl
Libro: Libro in brossura
editore: Venturaedizioni
anno edizione: 2021
pagine: 154
Bruce Weigl nasce nel 1947 a Lorain, in Ohio. Nel 1967 si arruola come volontario nell’esercito statunitense e nel dicembre dello stesso anno viene mandato in Vietnam, dove combatterà per un anno. Tornato negli Stati Uniti, studia letteratura inglese e diventa professore di scrittura creativa. Ha pubblicato numerose raccolte poetiche. Due sono state candidate al premio Pulitzer per la poesia (Song of Napalm, 1988 e The Abundance of Nothing, finalista nel 2013). Nel 2000 ha pubblicato un memoir, The Circle of Hanh. Oggi Weigl è poeta, Distinguished Professor al Lorain County Community College e traduttore dal vietnamita all’inglese.
Cormac McCarthy- Saggi a margine del canone
Marco Petrelli, Giulio Segato
Libro: Libro in brossura
editore: QuiEdit
anno edizione: 2019
pagine: 175
“La scrittura di Cormac McCarthy è intrinsecamente liminale. Non solo i romanzi che compongono la fortunatissima Trilogia della Frontiera, ma l’intera produzione dell’autore si sviluppa su (e sviluppa) un qualche genere di margine, di periferia. Dagli oscuri anfratti della società appalachiana dei primi romanzi all’ultima frontiera post-apocalittica di The Road, McCarthy ha fatto delle estremità e degli estremi il suo tratto distintivo, imponendosi come maggiore interprete contemporaneo della grande tradizione americana dedicata all’eccentrico e a tutto ciò che è centrifugo, geograficamente o moralmente, rispetto al monolite della cultura statunitense. Si potrebbe affermare, non a torto, che l’opera di McCarthy è un’unica, ininterrotta epica della resistenza all’addomesticamento, una precisa scelta poetica che si esprime nell’elevazione dell’idea di frontiera a elemento cardine della narrazione.”
Una commedia americana. Temi, innovazioni e religione nell'opera di Elmore Leonard
Giulio Segato
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 182
Una delle espressioni predilette da critici e recensori che abbiano per le mani un testo di Leonard è il “Dickens of Detroit”. Un epiteto la cui origine viene spesso ricondotta a J.D. Reed, autore di un articolo apparso sul “Time” e intitolato appunto "A Dickens from Detroit". In realtà, il titolo fu deciso da un caporedattore della rivista americana che non aveva una gran dimestichezza con i romanzi di Leonard. Non sorprende, dunque, che l’espressione adottata, per quanto suggestiva e accattivante, sia piuttosto ingannevole. Restando nell’Ottocento, però, c’è un altro scrittore che sembra più ragionevole accostare a Leonard, benché appartenga a una diversa tradizione letteraria: Honoré de Balzac con la sua "Comédie humaine". Balzac, attraverso l’insieme delle opere che vanno a formare la Comédie, intendeva comporre un mosaico della società francese del proprio tempo, illustrandone tutte le figure, anche le più marginali, e mostrando l’uomo e la donna in tutte le trasformazioni morali del loro carattere. Questa sintesi, pur sommaria, potrebbe descrivere con buona accuratezza anche l’opera di Leonard. È pacifico che sussistano non poche difformità, come è inevitabile nel proporre la suggestione di un confronto fra autori il cui rispettivo contesto è radicalmente diverso, anzitutto in termini storici. Eppure, anche i quarantaquattro romanzi pubblicati da Leonard possono essere letti come un’unica grande narrazione – una commedia americana! – che vuole seguire il groviglio di esistenze lungo le strade della provincia statunitense, attraverso gli occhi di detective disorientati e killer immaturi e ridicoli. Questo perché, come in Balzac, ogni romanzo di Leonard è plurale, contiene cioè molteplici storie che si intrecciano e in cui ricorrono personaggi che sembrano scomparire nel nulla per poi riemergere a distanza di molti anni.
The nightmare of my choice. Guerra del Vietnam e romanzo poliziesco americano
Giulio Segato
Libro: Libro in brossura
editore: Aras Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 166
Quello che si nota in molti romanzi polizieschi post-Vietnam è che il silenzio non è tanto una scelta narrativa per definire l'eroe, ma [...] rappresenta un consapevole rifiuto di spiegare la violenza. Gli eroi di questi romanzi, infatti, essendo caratterizzati da una sorta di drastica rinuncia alla morale, in qualche misura ritornano alla fascinazione pre-morale per la violenza. Questa tendenza, che attraversa la letteratura poliziesca americana dal 1970 a oggi, è un fenomeno che si manifesta sia sul piano tematico, come predilezione per le figure di antieroi, dei detective-disadattati che non esitano loro stessi ad andare al di là della legge, sia su quello narrativo, come rappresentazione sempre più diretta e insistita della violenza, nel suo compiersi e nelle sue conseguenze fisiche e corporee. In questo loro comportamento, questi nuovi eroi, si collocano dentro il sentiero violento dell'arte americana, tracciato in precedenza da scrittori vecchi e nuovi come Melville, Mark Twain, Ernest Hemingway, Norman Mailer e Cormac McCarthy; o da pittori come Willem de Kooning e Jackson Pollock; o, infine, da jazzisti come Charlie Parker e John Coltrane.
Il gioco per eccellenza. Cinquant'anni di Cormac McCarthy
Libro
editore: Sedizioni
anno edizione: 2017
pagine: 200
"Ben vengano i risultati scritti dell'iniziativa di Franco Lonati e Giulio Segato, che nel cinquantenario dell'esordio di McCarthy (celebrato oltreoceano con una gran conferenza a Memphis) gli hanno dedicato una mattinata di interventi, radunando a Brescia studiosi e appassionati italiani. E preziosa l'idea di compilare una bibliografia il più completa possibile della fortuna di McCarthy in Italia: dove colpisce, scorrendo i nomi degli autori delle recensioni, quanti siano i nostri giovani o già affermati romanzieri che, a dispetto dell'ardua traducibilità, guardano a lui come a un maestro". (dalla premessa di Francesco Rognoni)
Dien Cai Dau
Yusef Komunyakaa
Libro: Libro in brossura
editore: Galaad Edizioni
anno edizione: 2023
pagine: 188
Pubblicata nel 1988, Dien Cai Dau è la quarta raccolta poetica di Yusef Komunyakaa, ma la prima a ottenere un vero successo di critica. Il titolo, che riprende l'epiteto con cui i vietnamiti si riferivano ai soldati americani, significa "pazzo, fuori di testa", ed è calzante nella sua macabra e sottile ironia: la follia degli uomini coinvolti nella guerra in Vietnam - non solo quella dell'esercito statunitense - è il tema essenziale della raccolta, i cui versi assumono spesso il punto di vista di un soldato afroamericano. La genesi di Dien Cai Dau è complessa, anche perché Komunyakaa impiega molto tempo per rielaborare il trauma bellico. Tornato dal Vietnam nel 1970, per quattordici anni eviterà di menzionare il conflitto nelle sue poesie. Nella primavera del 1984 inizia i lavori di ristrutturazione della sua casa di New Orleans e, mentre rimuove gli strati di intonaco per riportare alla luce le pareti originali, le immagini della guerra riaffiorano nella sua mente. Ispirato da questo metaforico peeling away, compone di getto tre poesie. Da quel momento, per molti mesi, Komunyakaa scriverà quasi esclusivamente versi dedicati alla sua esperienza in Vietnam, che confluiranno in Dien Cai Dau.

