Libri di Giorgio Zampa
Il processo
Franz Kafka
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2020
pagine: 329
«Ciò che distingue Il processo e Il Castello è che, dalla prima all'ultima riga, si svolgono sulla soglia del mondo ulteriore che si sospetta implicito in questo mondo. Mai quella soglia era stata una linea tanto sottile, che si incontra ovunque. Mai quei due mondi si erano tanto avvicinati, sino a dare l'impressione terrorizzante di combaciare. Di quel mondo ulteriore non sappiamo dire con sicurezza se sia buono o malvagio, celeste o infernale. L'unica evidenza è qualcosa che si impone e ci avvolge.» (Roberto Calasso)
I quaderni di Malte Laurids Brigge
Rainer Maria Rilke
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2020
pagine: 213
"Malte Laurids Brigge, nobile danese decaduto, abbastanza giovane, con vocazione di poeta, arriva a Parigi in una tarda estate e prende stanza nel Quartiere latino ... Privo di conoscenti, con mezzi che gli consentono appena di rendere la sua povertà dignitosa, cagionevole di salute, Malte conosce per la prima volta la brutalità di una metropoli, e rapidamente viene sopraffatto ... Cadono i rapporti con lo spazio e con il tempo, essenziali per il suo equilibrio, e non possono essere ripristinati; lo spazio lo invade, sommerge il suo mondo interiore sotto un'alluvione dove le cose, sconvolte, non hanno più collocazione né funzione. E il tempo viene abolito: il presente, il più delle volte, si ribalta in un passato che rivendica, ricatta, terrorizza, solo di rado conforta o blandisce. Privo di queste due impalcature, il mondo interiore frana, si frantuma, si dissolve. Essere diventa impossibile." (Giorgio Zampa)
Nelle tempeste d'acciaio
Ernst Jünger
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2000
pagine: 352
Ernst Jünger partecipò alla Prima guerra mondiale con i gradi di sottotenente della Wehrmacht. Il suo comportamento in prima linea lo rese leggendario: ferito quattordici volte, ricevette numerosi riconoscimenti al valore, compreso il più alto, l'"Ordre pour le mérite". Portava sempre in tasca un taccuino su cui fissava con precisione gli avvenimenti. Da quelle note, in seguito all'insistenza del padre, si persuase a trarre un libro che avrebbe dovuto intitolarsi "Il rosso e il grigio", in omaggio all'amato Stendhal e ai colori mesti e uggiosi della guerra in trincea. Jünger preferì alla fine l'immagine tratta da un poema medioevale islandese. Oggetto di ambigui entusiasmi negli anni Venti e Trenta, le "Tempeste" appaiono oggi la più agghiacciante testimonianza sulla Grande guerra e l'espressione già perfetta della sovrumana capacità di osservazione di Jünger e della prosa fredda e cristallina che egli ha forgiato.

