Libri di Gianluca Pavone
Esercizi di vuoto
Gianluca Pavone
Libro
editore: L'Erudita
anno edizione: 2018
pagine: 150
Come un temporale sull’arida terra, le liriche si abbattono sulla carta con la potenza del lampo che squarcia il cielo. Lasciano una sensazione di smarrimento, nascondono suggestioni negli anfratti della pagina, fissano i particolari della vita quotidiana: le lancette incantate di un orologio, i magneti impolverati sul frigorifero, le sedie accatastate nei cortili delle scuole, le lenzuola che assecondano i venti, gli specchi che contano impietosi gli anni nelle rughe. Il verso spezza il furioso turbinio dei pensieri con il sincopato incedere delle trame poetiche per lasciare un vuoto che si apre necessario, come un ventaglio in estate. Una raccolta che ha il ritmo delle riflessioni ad alta voce, che capta l’anima di luoghi, persone, oggetti che macchiano l’animo del poeta con una traccia indelebile. L’autore registra scrupolosamente con gli occhi tutto ciò che si cela nel buio e nella noia plasmandolo con l’inchiostro, interrogandosi senza sosta sullo scorrere del tempo, sulle esistenze dimenticate, sulla memoria di ciò che è stato e che è destinato inevitabilmente a scomparire nel silenzio.
La strana meccanica dei cumulonembi e maestri di cerimonie e campi di papaveri
Gianluca Pavone
Libro: Copertina morbida
editore: Simple
anno edizione: 2010
pagine: 70
"Ho sempre amato la poesia, sin da bambino. Mi sembrava un qualcosa di bello, musicale. Pensavo fosse straordinaria, quella capacità di saper rappresentare in pochi versi un mondo costituito da piccole immagini, che si rincorrevano veloci. E quando dico mondo intendo microcosmi di parole, ma che nella poesia assumono una forma sempre nuova, a volte sfuggente. Pensieri scritti in momenti di quiete, sotto la luce fioca di una candela notturna. Spesso mi rendevo conto che questo accadeva dopo che il sole era lì, basso, pronto per il consueto congedo per lasciar spazio alla sera e alla luna. Nella poesia spesso ci si impossessa di sentimenti che per qualche strana ragione risultano essere inappagati, inespressi. Si ricerca un certo assoluto, che sappia di ogni cosa."

