Libri di Giandomenico Fiandri
La trama della coscienza. L'evoluzione della coscienza secondo le tradizioni orientali
Giandomenico Fiandri
Libro: Libro in brossura
editore: Crisalide
anno edizione: 2009
pagine: 176
"Sapresti dirmi, Socrate, se si può insegnare la virtù?" A questa domanda, il grande filosofo greco rispose che la virtù non è qualcosa che si possa insegnare, perchè la si può solo ricordare. Parafrasando Socrate, l'autore di questo libro sostiene che l'origine della coscienza non è qualcosa che possa essere studiata e compresa, ma qualcosa che per sua natura può essere esclusivamente ricordata. Per provare questa sua tesi, Giandomenico Fiandri passa in rassegna sia il pensiero dei principali filosofi occidentali, fra cui Platone, Aristotele, Kant, Spinoza ed Hegel, sia gli insegnamenti delle più importanti tradizioni orientali.
Coscienza ed esistenza
Giandomenico Fiandri
Libro: Libro in brossura
editore: Crisalide
anno edizione: 2002
pagine: 240
Di fronte all'immensità dell'universo manifesto la nostra coscienza non può che vacillare. Ci troviamo qui, in questo momento, su quel granello di sabbia che è il nostro pianeta, sperduti sulle sconfinate spiagge degli spazi siderali. Se vogliamo avvicinarci alla verità su noi stessi, dobbiamo attingere all'innata saggezza contenuta nella parte eterna di noi stessi. Di come accedere a tale saggezza si è sempre occupata la filosofia perenne, di cui questo libro costituisce una delle più chiare presentazioni oggi disponibili.
Cosmogonia esoterica. Il mistero della vita
Giandomenico Fiandri
Libro: Libro in brossura
editore: Crisalide
anno edizione: 2001
pagine: 272
In questo libro, l'autore ci offre una prospettiva nuova, eppure antichissima: la prospettiva della saggezza perenne. Adottando il punto di vista profondamente unitario e monistico della saggezza perenne, il dualismo mente-corpo viene, per così dire, reciso alla radice, in quanto materia, vita e coscienza vengono considerate non più come fondamentalmente diverse, ma come aspetti di quella singola entità che, per mancanza di nome migliore, chiamiamo Dio.

