Libri di Gaetano Vavalle
Grammatica della postmodernità
Gaetano Vavalle
Libro: Libro rilegato
editore: Paginaria
anno edizione: 2019
pagine: 96
L’età postmoderna si connota per il tramonto delle metanarrazioni onnicomprensive (Illuminismo, Positivismo, Idealismo) che avevano scandito la stagione moderna. A eclissarsi, tuttavia, non è soltanto il meta-racconto ideologico, ma anche la nostalgia della sua dipartita. Diviene obsoleto il nesso tra futuro e positività a cui era improntato il pensiero razionalistico moderno. E si spezza la linearità diegetica della narrazione classica, quella che, seppure in chiave secolare, aveva mutuato dalla tradizione giudaico-cristiana la prospettiva emancipativa e messianica adattandola a un contesto immanente e profano. Ormai ridotte a un dedalo paralogico di giochi linguistici privi di sistematicità, l’episteme scientifica e, con essa, l’impianto metafisico dell’etica sociale abdicano in favore di una inedita strategia di adattamento: il compromesso democratico tra istanze eterogenee che dialogano senza pretese ideologiche perentorie o impermanenti. Queste, semmai, si legittima reciprocamente su un campo che ha sempre più le fattezze di una immanenza satura, trattandosi di un piano in cui, dietro l’apparente penuria di ideologia, trionfa – senza rivali – la grammatica postmoderna.
Grecità ed ebraismo
Gaetano Vavalle
Libro: Libro rilegato
editore: Paginaria
anno edizione: 2019
pagine: 152
La storia del pensiero occidentale non può non dirsi debitrice verso il fruttuoso incontro tra la teologia rivelata giudaico-cristiana e la speculazione razionalistica greca. Ciascuna ha posto al centro una peculiare prospettiva che ha condizionato le concezioni del tempo, dello spazio, della libertà e della conoscenza. Si deve al filosofo ucraino Lev Šestov la disamina sulla specificità della rivelazione ebraico-cristiana rispetto al pensiero greco: lo studioso contrappone questi due itinerari evidenziandone i limiti e le possibilità. Mentre la prospettiva delle religioni abramitiche enfatizza una concezione lineare, progressiva e soteriologica del tempo – in cui si gioca la partita della libertà -, quella greca, aggiunge lo studioso ucraino, è intrisa di ciclicità e immanenza; pertanto quest’ultima immola le scelte morali sull’altare della necessità. Da un lato, una fede capace di incrinare l’ineluttabile dando un nuovo corso alla storia dell’emancipazione dall’immanenza; dall’altro, una ragione che finisce per riprodurre metafisicamente una realtà inemendabile e intrascendibile.

