Libri di Derek Walcott
Isole. Poesie scelte (1948-2004). Testo inglese a fronte
Derek Walcott
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2009
pagine: 608
Un paio di decenni fa Iosif Brodskij ebbe a scrivere di Walcott: "Per quasi quarant'anni, senza sosta, i suoi versi pulsanti e inesorabili sono arrivati nella lingua inglese come onde di marea, coagulandosi in un arcipelago di poesie senza il quale la mappa della letteratura moderna assomiglierebbe, di fatto, a una carta da parati". Un arcipelago al quale, da allora, non hanno mai smesso di aggiungersi nuove isole, ma le cui coordinate sono rimaste immutate: dalle promesse giovanili di In una notte verde - imparare "a soffrire in giambici accurati", "lodare finché amore duri, i vivi e i morti bruni" - alle riflessioni sull'arte e sulla vecchiaia del Prodigo. Una dedizione totale alla poesia e una preoccupazione per la condizione umana nate dalla volontà di rimanere fedele a un'epifania precoce - magistralmente narrata nel poema autobiografico Un'altra vita - che, alla maniera di Dante, ha segnato e continua a segnare il corso di un'intera esistenza. Ripercorrere l'avventura letteraria di Walcott significa assistere al dispiegarsi di un dono poetico capace, come forse nessun altro ai nostri giorni, di coniugare il lampo lirico dell'istante "in cui ogni sfaccettatura" è "còlta in un cristallo di ambiguità" con il gesto aperto e impersonale dell'epica. Il risultato, sulla pagina, è un'opera di straordinaria versatilità formale, magnificenza linguistica e precisione metaforica, costantemente illuminata da una compassione ampia, come nei grandi poeti di ogni tempo.
Il levriero di Tiepolo. Testo inglese a fronte
Derek Walcott
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2005
pagine: 339
In versi che scivolano uno sull'altro come onde, il poema dispiega lento i suoi temi, come un romanzo. Parla della silenziosa preghiera dell'arte, della memoria che stinge come il colore dei dipinti. E dell'esilio, emblema di quel senso di estraneità che alcuni si portano dentro ovunque, in ogni istante. Come Walcott (Nobel per la letteratura 1992) e il suo conterraneo Pissarro, separati da cento anni di storia, ma appartenenti entrambi a minoranze etniche e religiose, metodista il primo, sefardita il secondo. Due esuli volontari, che hanno scelto i climi freddi di New York e di Parigi. Due artigiani dalle vocazioni parallele, devoti allo studio del paesaggio e della luce.

