Libri di C. Stromboli
Parole e cose. Il lessico della cultura materiale in Campania
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2019
pagine: 221
Gli otto saggi raccolti in questo volume indagano vari aspetti del lessico della cultura materiale in Campania: i contributi spaziano dalla riflessione su esempi moderni, ottocenteschi, di parole dialettali legate alla vita quotidiana (De Blasi), alla ricostruzione della storia di un termine della pastorizia irpino (Abete); da una ricognizione storica del lessico dell'arte dei merletti (Troiano) a uno studio sui nomi degli strumenti di cucina in napoletano (Di Bonito); da indagini sulla presenza del lessico della cultura materiale nei proverbi campani (Rondinelli-Vinciguerra), nella lessicografia napoletana del Cinquecento (Montuori) e nell'italiano popolare di testamenti olografi novecenteschi di area campana (Lubello-Tornatore) all'analisi di alcune metafore tratte dal mondo dell'agricoltura tra passato (Lo cunto de li cunti) e presente (Cascone-Stromboli).
Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenimento de'peccerille
Giambattista Basile
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Salerno
anno edizione: 2013
pagine: LX-1053
Nel bicentenario dei fratelli Grimm, la prima raccolta di fiabe in dialetto napoletano, che ha riscosso successo in tutta Europa. Scrittore tra i più significativi della tradizione letteraria napoletana e tra i massimi della letteratura barocca non solo napoletana o italiana, ma europea, Basile è il fondatore, insieme con il coetaneo Giulio Cesare Cortese, della grande letteratura dialettale napoletana del Seicento, è il primo che abbia tentato, e realizzato a livello altissimo, un'elaborazione letteraria dei temi di fiabistica popolare, che avranno poi nuova occasione di divulgazione con le opere di Perrault in Francia, dei Fratelli Grimm in Germania ecc. Sullo scorcio del XVII secolo, l'innovazione dell'uso del dialetto napoletano, novità assoluta nell'epoca, mentre non ha costituito un impedimento alla circolazione europea dell'opera, ne ha frenato invece la fruizione in età moderna, almeno nella lingua originale. Invece si sono moltiplicate le traduzioni: tutte più o meno insoddisfacenti per la obbiettiva difficoltà dell'interpretazione di una lingua dialettale ricchissima e di difficile comprensione. Dopo ripetuti tentativi, a partire dall'Ottocento, è stata ora realizzata una delicatissima opera di ricostruzione del dialetto napoletano del dialetto napoletano del '600, e del testo che meglio lo rappresenta, "Lo cunto de li cunti", appunto, con edizione critica del testo, corredata di puntuale traduzione italiana a fronte.