Libri di A. M. Partini
Androgenes hermeticus composto da Minera Philosophorum e Radius ab Umbra. Completato da un dialogo tra maestro e discepolo che descrive l'intera grande opera
Francesco M. Santinelli
Libro
editore: Edizioni Mediterranee
anno edizione: 2000
pagine: 112
Il volume è composto da Minera Philosophorum e Raius ab Umbra, completato da un Dialogo tra Maestro e Discepolo che descrive l'intera Grande Opera. E' un testo anonimo, stampato a Lione nel 1680 presso Joannes de Trevis, editore di altre opere del Santinelli. A seguito di ricerche la curatrice ne ha attribuito la paternità al marchese pesarese Francesco Maria Santinelli, alchimista, poeta brillante e valente spadaccino.
Il toson d'oro o il fiore dei tesori
Salomon Trismosin
Libro
editore: Edizioni Mediterranee
anno edizione: 1994
pagine: 232
Lo "Splendor Solis" è uno dei più celebri trattati della letteratura ermetica. L'opera è nota anche sotto il titolo "La Toyson d'Or ou La Fleur des Thresor". Anna Maria Partini, dopo uno studio introduttivo che precisa le caratteristiche alchemiche dell'opera, evidenzia i collegamenti tra il mito di Giasone e l'Alchimia, penetra nel simbolismo velato dei colori e negli emblemi dell'Ordine cavalleresco del Toson d'Oro e estende l'indagine a quegli alchimisti (Mennens, Fictuld, Canseliet) che hanno posto in risalto il carattere ermetico dell'Ordine borgognone. In appendice è riportato un piccolo poema con la spiegazione dell'emblema ermetico del Vitriol, pubblicato per la prima volta nell'Aurum Vellus (1598).
Specchio della verità
G. Battista Comastri
Libro
editore: Edizioni Mediterranee
anno edizione: 1989
pagine: 128
Il tratto dell'epoca: un manierismo che non sa decidersi tra scienza e analisi mitologica del mondo è il protagonista effettivo di queste concordanze, dove lo stile alchemico, notoriamente denso di metafore, accoglie un'erudizione congestizia, ma condotta secondo un metodo marcatamente scientifico, post-paracelsico.
Sonetti alchemici
Francesco M. Santinelli
Libro
editore: Edizioni Mediterranee
anno edizione: 1985
pagine: 160
È l'autore della Lux obnubilata, Francesco Maria Santinelli (tale tu appunto il nome celato sotto l'anagramma di Fra Marc'Antonio Crassellame), che si ripropone con versi e scritti del tutto inediti in questo volume. L'epoca di Santinelli è quella in cui la rivoluzione galileiana convive riottosa con una concezione del mondo nel quale l'esperire religioso è ancora tutto descritto sotto la cifra aristotelico-tolemaica. La giovane parola scientifica è ibrida, volutamente non adattantesi e lessicalmente incongruente per nuove rappresentazioni cosmogoniche, repleta si di linguaggio «artigianale», di ostinata delucidazione, ma ancora non adatta — ed è naturale — a rappresentare la funambolica vertigine dell'immaginazione alchemica. Lo stile scientifico secentesco è soprattutto uno stile di misurazione, di descrizione, quanto più possibile esatta, della tangibilità. Uno stile che par voglia dimenticare del tutto l'ubriacante riepilogo mitologico tutto teso a decifrare, fino a poco prima, la lezione alchemica. In Santinelli lo stile, che solo a tratti tenta d'affratellarsi ai prolissi vagiti della nuova cultura, s'immerge nel congeniale poiein barocco; a rischio anche, s'intende, di formularsi secondo il canone più noto della poesìa secentesca, ma salvaguardando, nel frattempo, il dettato tradizionale dell'interpretazione alchemìca. Cosi, se è vero che esiste un manierismo della tradizione alchemica, spesso contorto, corroborato da inutili metafore, troppo giocato sull'immagine di un lettore semplice, anzi semplificato, tale che non riuscirebbe a comprendere neanche le più corrive metafore analogiche, esiste anche un «manierismo» leggiadramente divertito, nato da una irriducibile tendenza alla descrizione della Totalità. Tale è il manierismo di Santinelli in cui, ad esempio, la forma del sonetto secentesco, ambiguamente usuale, con le sue consonanze fonetiche, i bisticci allitterativi, gli ornamenti leziosi, la piena ricerca della stupefazione e l'abuso degli effetti, trova pieno riscatto nell'agitare la ricerca e l'indicazione di una cosmogonia alchemica.Un tentativo riuscito che permette per l'insolita bonomia del dettato un immediato apprendimento della simbolizzazione alchemica.Ecco perché questi inediti di Santìnelli, oltre all'intrinseco valore di rarità bibliografica, s'adattano alla richiesta dì un lettore desideroso di riscoprire sotto una cifra ridondante il « semplice » enigma di una corretta interpretazione alchemica, È al lettore il compito di farsi attento a tali enigmi, superando il mite guardiano del dejà-vu barocchistico, quanto attenta è stata Anna Maria Partìni nel ricercare e curare con precìsa ed interessata filologia gli inediti del Santinelli.

