Libri di S. Pizzorni
Quando Gesù divenne Dio. La grande controversia sulla divinità di Cristo negli ultimi giorni dell'impero romano
Richard E. Rubestein
Libro
editore: Azzurra 7
anno edizione: 2012
pagine: 338
Nel 324, dopo tre secoli di persecuzioni, il cristianesimo entra in un'epoca di pace e Costantino il Grande diventa il primo imperatore cristiano. Ma appena riconosciuta ufficialmente, la Chiesa deve affrontare una delle controversie più violente della sua storia. All'inizio del IV secolo lo statuto teologico di Gesù, il Figlio di Dio, non era stato ancora definito. Gesù era uguale a suo Padre condividendone la stessa essenza divina, come proclamava il vescovo di Alessandria Atanasio, oppure era una creatura, certo di rango elevato, ma subordinato al suo Creatore, come sosteneva Ario, un semplice prete? Questa controversia nascondeva una considerevole posta in gioco: l'unità dell'Impero e quella della Chiesa, ma anche la condizione stessa dell'uomo e il suo possibile accesso alla divinità. Rubenstein ci racconta la storia di questa controversia che per circa un secolo agiterà il mondo romano, restituendoci il clima dei complotti politico-teologici sullo sfondo dei concili e delle rivolte popolari in cui si diedero battaglia, senza esclusione di colpi, i partigiani di Ario e quelli di Atanasio. Ci rivela anche come la controversia ariana in realtà mostrava le profonde differenze culturali esistenti tra l'Oriente greco e l'Occidente latino.
Il nome di Dio nel Nuovo Testamento. Perché è scomparso dai testi greci nel I e II secolo?
Didier Fontaine
Libro
editore: Azzurra 7
anno edizione: 2009
pagine: 336
Il nome di Dio non finisce mai di suscitare delle reazioni, positive o negative. Per esempio, alla fine del mese di agosto del 2008 il Vaticano ha raccomandato al suo gregge di non far più uso del vocabolo Yahvé nei canti liturgici, ma di conformarsi alla tradizione "storica" dei giudei e dei cristiani di non pronunciare il nome divino ad alta voce. Questa notizia illustra molto efficacemente l'avversione che la cristianità manifesta nei confronti del nome di Dio, un'avversione che non è recente ma che percorre tutta la sua storia, fin dai primi secoli. Tale avversione, come dimostra l'autore in questo saggio, porterà i copisti cristiani perfino ad emendare il testo del Nuovo Testamento, sostituendo il nome divino, che vi compariva in caratteri ebraici, con Kyrios, un termine greco più universale e quindi più gradito ai cristiani d'origine. Al contrario, le Sacre Scritture non contengono nessuna ambiguità nei confronti del nome. Per comprendere in quali circostanze storiche e culturali il cristianesimo si è allontanato dalle sue origini ed ha cessato di far menzione del nome, il presente studio si concentra sul periodo apostolico e post-apostolico. Questo studio, che concilia il rigore scientifico con l'accessibilità di lettura, permetterà di sensibilizzare il pubblico italiano al problema della presenza originale del nome divino nel Nuovo Testamento e darà un senso alla dichiarazione di Gesù: "Sia santificato il tuo nome".
Verità nella traduzione. Accuratezza e pregiudizio nelle traduzioni del Nuovo Testamento
Jason D. Beduhn
Libro
editore: Azzurra 7
anno edizione: 2007
pagine: 370
In questo testo l'autore coglie l'occasione per trovare i non facili criteri per definire e applicare i termini "accuratezza" e "pre-giudizio" al tema assai controverso delle traduzioni della Bibbia. Lo fa esaminando in particolar modo la parte della Bibbia definita da molti, impropriamente, "nuova" rispetto a quella "vecchia". Se è vero che per il cristiano, come dice lo stesso BeDuhn "la salvezza dipende fino ad un certo grado dalla comprensione delle verità che si trovano nella Bibbia", si pretende allora che quel testo sia necessariamente accurato in tutte quelle enunciazioni di principi cristiani e delle dottrine a cui tali principi fanno riferimento. Ma nessuna traduzione della Bibbia, se paragonata ad un'altra, sarà mai uguale. Alcune sono differenze secondarie che appartengono ad un uso di un diverso vocabolario ma sostanzialmente con lo stesso significato. Altre possono essere differenze sostanziali fino a mostrare pre-giudizi del traduttore ed implicitamente della confessione cui tale traduttore appartiene. In questo ultimo caso l'accuratezza ha a che fare con l'affidabilità stessa di quella traduzione.
Storia del nome di Dio. Un recente studio che fa luce sulla corretta pronuncia del sacro nome
Gèrard Gertoux
Libro
editore: Azzurra 7
anno edizione: 2007
pagine: 420
Il primo regalo che avete ricevuto: il nome. L'ultimo ricordo che resterà a lungo dopo di noi inciso sulla pietra: il nome. Quindi il nome è veramente importante. Eppure molti lo negano proprio a Dio. Ma Dio ha un nome, la Bibbia lo riporta oltre 7000 volte e tutte le religioni ne convengono; allora perché così poca gente lo conosce? Alcuni dicono che è troppo sacro perché si usi, altri che Dio vuole nasconderlo, oppure che la pronuncia è andata persa e quindi non è importante. Però, nella Bibbia, il solo personaggio religioso che rifiuta sistematicamente di usare il nome, è Satana il Diavolo. Questo studio a carattere storico e filologico ha lo scopo di aiutare tutti a capire che per 6000 anni questo nome è stato conosciuto e usato, ma, nel giro di pochi secoli sono sorte filosofie e interessi umani, che hanno cercato di oscurare questo grande nome, sopravvivendo fino ai nostri giorni. Il dottor Gèrard Gertoux con questo suo studio oltre a ripercorre i sei millenni di storia del nome di Dio, dimostra la correttezza filologica della pronuncia che risulta leggendo i testi antichi "secondo le lettere", ovvero Y.EH.OW.AH. Inoltre come specialista del tetragramma, dimostra la superficialità e l'infondatezza di tutti gli argomenti di quei studiosi che, sviliscono pregiudizialmente e quindi rifiutano anche oggi di pronunciare il sacro nome. Scoprirete anche che usare e pronunciare il nome di Dio in questo momento storico è indispensabile per la nostra salvezza fisica e spirituale.

