Libri di Monica Liberatore
Palabras del sur. Otto poeti argentini contemporanei
Libro: Libro in brossura
editore: Joker
anno edizione: 2024
pagine: 138
Nel suo piccolo, questa antologia, che riunisce otto poeti argentini viventi, vuole dare al lettore italiano un’idea approssimativa di ciò che sta succedendo nel Paese sudamericano. La realtà poetica argentina si discosta non poco da quella italiana, sia a livello stilistico che tematico. L’apparente semplicità delle cose gioca tra la parola e la luce dove cade l’ombra che le permette di splendere. Per questo volume abbiamo scelto: Elena Anníbali, Carlos Battilana, Luisa Futoransky, Lucas Margarit, Diego Muzzio, Valeria Pariso, Mariano Rolando Andrade e Rocío Wittib. Quando leggiamo questi versi notiamo che, oltre a una coincidenza generazionale, c’è una sensibilità più o meno comune per quanto riguarda le idee di poesia che questa marea di scrittori porta con sé, nonostante alcuni di essi vivano all’estero. Sperando che il lettore italiano apprezzi questa scelta, vanno ricordate le parole di un altro poeta argentino, Fabián Casas, che dice: «La migliore poesia vive sempre in uno stato di incertezza, però la gente non vuole comprare l’incertezza, compra, invece, la certezza».
La donna morta
Manuel Rico
Libro: Libro in brossura
editore: Joker
anno edizione: 2023
pagine: 384
L’opera di Manuel Rico è un disegno narrativo classico che non rinuncia a un elemento fondamentale di tutti i romanzi: l’intrigo, l’enigma e il mistero. Gonzalo Porta, un celebre pittore, alla soglia dei cinquant’anni, subisce una grave crisi creativa che lo porta a lasciare temporaneamente Madrid e a stabilirsi a Cerbal, un villaggio quasi abbandonato sulle montagne a nord della capitale e, forse per questo, anche situato al confine del tempo, poiché la vita lì nel 1986 – il presente della storia – può essere anche la vita del 1958, la primavera può essere novembre, la realtà può dissolversi in fantasticheria o in incubo e la luce può diventare ombra. Porta intraprende successivi viaggi nel profondo di sé, attraverso i quali recupererà la memoria delle proprie radici. Un viaggio interiore e una splendida metafora della creazione, che ha qualcosa della discesa agli inferi dell’artista nello smarrimento che vive e da cui tornerà per svelare «la verità delle cose».

