Libri di Livio Crescenzi
La montagna magica
Thomas Mann
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 912
Il lussuoso sanatorio Berghof domina Davos, nelle Alpi svizzere. Qui giunge da Amburgo «un giovane uomo come tanti», l’aspirante ingegnere Hans Castorp. Ma la sua visita di tre settimane al cugino tisico si trasforma in una permanenza di sette anni perché Castorp si scopre malato. La sua lunga avventura sul monte «pazzo di magia» assume così i contorni di una fiaba, di un romanzo di formazione, di un’indagine filosofica sul tempo, di una storia iniziatica all’ombra dell’orrore della Storia: «un documento della psicologia europea e dei problemi spirituali nei primi trent’anni del ventesimo secolo», dichiarerà lo stesso Mann. Composto all’indomani della Grande Guerra, "La montagna magica" vive in una dimensione onirica e allegorica che molto deve anche alle suggestioni freudiane. Attraverso la propria esperienza e la conoscenza degli altri malati – il massone umanista Settembrini, il cupo gesuita Naphta e la sensuale nobildonna russa Clawdia Chauchat, di cui si innamora –, Castorp, incarnazione del “perdigiorno” romantico attratto dall’estetica della morte, supera la propria malattia – morale prima ancora che fisica – per approdare alla conclusione che solo l’amore, l’eros creatore di vita e di pensiero, e non la ragione, può salvare l’uomo. Questo sfaccettato romanzo-mondo, perturbante e ipnotico, intessuto di Leitmotive ripresi e variati, è proposto nella magistrale traduzione di Renata Colorni che, fin dal titolo, sottolinea la malìa, l’attivo potere di incantamento erotico e trasformazione intellettuale e spirituale che la montagna esercita su quanti la abitano.
Martin Chuzzlewit
Charles Dickens
Libro: Libro in brossura
editore: Mattioli 1885
anno edizione: 2025
pagine: 1048
"Pubblicato tra il 1843 e il 1844, Martin Chuzzlewit è una delle opere più ambiziose di Charles Dickens: una satira feroce sull’egoismo umano e l’ipocrisia che permea ogni livello della società, dall’Inghilterra vittoriana agli Stati Uniti. Al centro della vicenda, due Martin Chuzzlewit: il vecchio e ricchissimo patriarca, diffidente verso chiunque brami la sua eredità, e il giovane nipote, diseredato per aver osato innamorarsi di Mary, l’orfana cresciuta dal nonno come unica persona di cui fidarsi. Cacciato di casa, Martin intraprende un viaggio di formazione che lo porterà dall’Inghilterra provinciale fino al Nuovo Mondo, dove il sogno americano di libertà e democrazia si infrange contro la realtà brutale di un paese corrotto, violento e ossessionato dal profitto. Tra le pagine del romanzo si affollano personaggi indimenticabili: l’ipocrita architetto Seth Pecksniff, maestro consumato nell’arte dell’adulazione; l’ingenuo Tom Pinch, incapace di vedere il male che lo circonda; la logorroica e pittoresca infermiera Mrs Gamp; e l’avido Jonas, tormentato dalla paura di essere smascherato. Con colpi di scena mozzafiato, sottotrame intricate, un omicidio nell’ombra e il celebre umorismo dickensiano, Martin Chuzzlewit intreccia dramma e commedia in un affresco indimenticabile sulla morale, l’ambizione e le debolezze umane. Dickens al suo meglio: un romanzo che diverte, commuove e tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Le avventure di Oliver Twist
Charles Dickens
Libro: Libro in brossura
editore: Mattioli 1885
anno edizione: 2023
pagine: 528
Pubblicato nel 1837 e ambientato a Londra, Le avventure di Oliver Twist racconta le fortunose vicende dell’omonimo bambino orfano, di oscure origini, che a nove anni fugge dall’istituto in cui era cresciuto e finisce nelle grinfie di una banda di criminali. Al piccolo Oliver basta osar chiedere una razione in più di cibo per guadagnarsi la nomea di agitatore sociale. Iniziano così le sue avventure, che si intrecciano a quelle di altri personaggi, tutti alle prese con la dura lotta per l’esistenza. Scene comiche e grottesche si affiancano a fosche illustrazioni, e a graffianti commenti politici e sociali. Il romanzo è così un mosaico di diverse convenzioni di genere, che Dickens manipola per sfidare le aspettative dei suoi lettori. Questa nuova traduzione del secondo romanzo di Charles Dickens – che segue la pubblicazione de Il Circolo Pickwick (Mattioli 1885, 2022) – va a inserirsi nel programma di pubblicazione di tutti i romanzi dell’autore. Quindici volumi proposti ai lettori seguendo l’ordine cronologico secondo il quale uscirono all’epoca, con la traduzione e la curatela di un unico staff editoriale. È il disegno di un’opera unica e bilanciata, fedele al testo e alla lingua originale, che possa mostrare l’energia, la potenza evocativa e l’attualità di Dickens.
Il circolo Pickwick
Charles Dickens
Libro: Libro in brossura
editore: Mattioli 1885
anno edizione: 2022
pagine: 972
In origine pubblicato a puntate in diciannove fascicoli fra il 1836 e il 1837, Il Circolo Pickwick è il primo romanzo di Dickens. L’opera ebbe una storia tormentata, ma un crescente e incontenibile successo, e con l’ultimo numero raggiunse la vendita di quarantamila copie, assicurando la fama e una notevole rendita allo scrittore allora venticinquenne. Il romanzo è un resoconto dei viaggi che Mr Samuel Pickwick, fondatore del circolo omonimo, compie nel maggio del 1827 attraverso l’Inghilterra del primo Ottocento con l’intenzione di descriverne gli abitanti, fra situazioni paradossali e bizzarri personaggi. Con lui ci sono gli amici Nathaniel Winkle, Augustus Snodgrass e Tracy Tupman. Fin dall’inizio delle loro avventure, il gruppetto viene notato da Jingle e dal suo domestico Job Trotter, due abili delinquenti che non faticano a ingannare e a mettere nei guai i quattro gentiluomini. Dickens, con grande umorismo, traccia un ritratto nostalgico di un’epoca umana e cordiale, lontana dal cinismo della società inglese del suo tempo. Un’opera torrenziale in cui i personaggi cominciano a muoversi assai prima che lo stesso autore abbia avuto modo di progettarli: ognuno di loro, grandi e piccoli, buoni e cattivi, ha le fattezze di un eroe o di una divinità del folklore inglese. Pickwick lascia dietro di sé un senso di indefinito e di eterna giovinezza; come se si svolgesse in un tempo ciclico e non lineare e i suoi personaggi stessero tuttora vagando nella campagna inglese.

